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America Perduta di Bill Bryson | Libri di Viaggio

L’America Perduta è l’America che non ti aspetti. Non è il grandioso Continente da percorrere miglio dopo miglio, non è il selvaggio West incarnato dai grandi deserti e spazi dell’Arizona, non è l’America percorsa nella Blue Ridge Parkway o nel Big SurÈ l’America sconosciuta, quella delle frazioni sperdute che comprendono una ventina di case, un benzinaio, un Mc Donald’s, un motel. Il luogo di nascita dell’autore, la meta dove lui stesso decide di tornare dopo dieci anni vissuti in Inghilterra per scoprire che poco è cambiato. 

“Sono nato a Des Moines. Capita.
Chi nasce a Des Moines o accetta la cosa pacificamente, si sposa con una ragazza del posto di nome Bobbi, va a lavorare alla Firestone e vive lì tutta la vita, oppure passa l’adolescenza a lagnarsi perché vive in un mortorio e non vede l’ora di andarsene; poi si sposa con una ragazza del posto di nome Bobbi, va a lavorare alla Firestone e vive lì tutta la vita.” 


I suoi spostamenti a bordo di una vecchia Chevrolet spaziano da città dell’infanzia a distese infinite di campi, da centri remoti a grandi metropoli. Un viaggio di ben 22.500 km percorso con un misto di curiosità e snobismo di chi si sente ormai straniero, di chi abita lontano e si sente “liberato” dal Paese in cui è vissuto.

America Perduta è un libro che offre quindi una diversa prospettiva sul Paese a stelle e strisce, narrando di un lato che forse non conosciamo abbastanza. Una pubblicazione impegnativa da leggere, non tanto per lo stile di Bryson (sarcastico e divertente) quanto per il fatto che il libro demolisce i capisaldi che abbiamo sugli Stati Uniti, la convinzione che l’America sia “figa, divertente e un passo avanti al mondo” ovunque la si percorra. 

New York

Nonostante l’autore si sia divertito ad ironizzare sulla vita noiosa e ripetitiva delle non-cittadine, non ha minimamente scalfito il mio entusiasmo nel volerle visitare. Forse per colpa dei viaggi di un altro giornalista che stimo e ammiro da diverso tempo (Beppe Severgnini), sono sempre stata attratta da questo genere di destinazioni: non tanto per la ricerca affannosa dell’attrazione insolita, della novità, del luogo che nessuno conosce, quanto per le possibilità di incontro che simili località offrono. Incontri che sono presenti anche nel libro di Bryson e che lui stesso considera importanti. 

In un piccolo fast food o in un bar di una non-cittadina, se ci si siede in un giorno festivo con la volontà di ascoltare un abitante del posto senza la benché minima fretta, si ha la possibilità di ascoltare racconti e abitudini di ogni tipo. Se avete in programma un viaggio negli States provate a leggere il libro di Bryson e, dopo averlo terminato, aprite Google Maps, scegliete il nome di una città sconosciuta e visitatela. Una volta giunti a destinazione, recatevi nell’unico bar/pub/fast food frequentato. Ordinate una birra e ricambiate gli sguardi incuriositi con un sorriso. Qualcosa accadrà.

La nostra “America Perduta”: un country pub nel Tennessee



Categorie Articolo:
Libri di viaggio · Viaggiare in auto

Tutti i Commenti

  • Mi ispira tantissimo questo diario di viaggio!
    Baci,
    Coco et La vie en rose – Valeria Arizzi

    Coco 14 Gennaio 2015 20:31 Rispondi
  • Sì, è un ottimo resoconto di viaggio anche perché parla di una parte d' America che conosciamo pochissimo. A presto Valeria 🙂

    Viaggiare Oltre 15 Gennaio 2015 10:33 Rispondi
  • Bello da leggere. Buona giornata.

    edvige 15 Gennaio 2015 11:05 Rispondi
  • Buona giornata a te Edvige 🙂

    Viaggiare Oltre 16 Gennaio 2015 11:37 Rispondi
  • Ciao Elena, questo diario di viaggio è fantastico, bellissimo mi ispira un sacco!
    Bravissima, i tuoi post sono sempre meravigliosi!
    Un abbraccio e buon week end!
    Laura<3<3<3

    Unknown 17 Gennaio 2015 14:58 Rispondi
  • Un abbraccio a te Laura, ti ringrazio tanto!! Buona serata 🙂

    Viaggiare Oltre 20 Gennaio 2015 22:44 Rispondi

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