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Avventure in Mtb: la Roc d’Azur!

gare di mtb più belle in Europa

 Perché non partecipiamo alla Roc d’Azur? Questa è la domanda che da un paio di anni rimbalzava in testa come un mantra a me e a Massimiliano, uno dei miei compagni di avventura in Mtb. Quest’anno finalmente abbiamo trovato lo spirito e le motivazioni giuste per prendere parte a questa avventura e giovedì 8 ottobre abbiamo caricato le bici in macchina e siamo partiti alla volta di Frejus, in Costa Azzurra, sede dell’evento. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cos’è oggi la Roc d’Azur.

Da quando la Mtb ha preso piede in Europa, verso la metà degli anni 80, gli addetti ai lavori si sono subito attivati per organizzare numerose gare ed eventi per promuovere questa nuova “moda” proveniente dagli Stati Uniti. La Roc d’Azur è nata, appunto, in questo contesto pionieristico e ha saputo rinnovarsi ed ampliarsi a tutte le discipline della Mtb che sono sorte negli anni, fino a diventare oggi, la gara di Mtb più famosa e frequentata d’Europa
gare di mtb più belle in Europa

L’evento della Roc d’Azur dura quattro giorni, durante i quali gli appassionati di Mtb hanno l’opportunità di partecipare a competizioni diurne e notturne, assistere ad esibizioni di Trial e Dirt Jumping nonché perdersi fra gli stand ricchi di novità, allestiti in una vera e propria cittadella in riva al mare. 

roc d'azur
roc d'azur
Noi abbiamo partecipato alla Roc d’Azur Marathon, denominata più precisamente Canyon Roc Marathon, che con i suoi 84 chilometri e 2400 mt di dislivello positivo si attesta come la gara più lunga, dura e tecnica nell’ambito dell’evento Roc d’Azur. 
roc d'azur raccontiroc d'azur percorso della gara
Abbiamo pedalato otto ore, dalle 8:30 alle 16:30 e le emozioni vissute in quelle ore sto ancora cercando di rielaborarle, sera dopo sera. Attimi vissuti a cuore aperto, immersi corpo e mente in quella che è la nostra grande passione: la natura, lo sterrato, la Mtb. Attimi che durano il tempo di una discesa tecnica, ripida e scassata percorsa in mezzo a una folla festante, pronta ad incitarti anche se sei oltre metà classifica; oppure attimi rubati alla frenesia della gara per immortalare la bellezza della baia di Frejus dopo una lunga e faticosa salita. E gli attimi più dolorosi, quelli dei crampi degli ultimi 15 chilometri alleviati da reciproci incoraggiamenti su quello che sarebbe stato l’ultimo “strappo” della gara anche se in realtà sapevamo che non era così.
E poi l’attimo più emozionante: quello interminabile, che impieghi per transitare sotto lo striscione del traguardo, braccia alzate, fianco a fianco al tuo compagno di avventura con le guance rigate da gocce salate, di sudore e non solo.
roc d'azur racconti
Categorie Articolo:
Bici · Viaggi in mtb · Viaggiare in bici

Tutti i Commenti

  • A me i crampi vengono solo leggendo il tuo racconto e guardando queste foto… complimenti!!! E chissà che bella esperienza 😉

    Natascia 16 Ottobre 2015 16:07 Rispondi
  • Fantastico!!! E dal momento che nonostante sia stata ripescata per andare in Polonia non ci posso andare continuerò a viaggiare con voi!

    Enrica 20 Ottobre 2015 21:14 Rispondi
  • Chiusa una porta si apre un portone, forza Enrica!!

    Nicola N. 22 Ottobre 2015 11:03 Rispondi
  • Super esperienza, sono ancora mezzo incredulo!! Grazie per essere passata!!

    Nicola N. 22 Ottobre 2015 11:06 Rispondi

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