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Bussana Vecchia, il borgo degli artisti

Seduti alla Piazzetta Golosa con cappuccino e fetta di torta alle pesche. Attorno un gruppo di artisti con giacche e vestiti colorati intenti a commentare i fatti del giorno. Sembra di essere catapultati in una scena teatrale ma siamo solo all’ingresso del borgo di Bussana Vecchia, il borgo del sogno e dell’utopia, popolato da artisti di ogni nazionalità. Siamo nel Ponente ligure, nella preziosa zona delle olive taggiasche, la stessa di Valloria e Arma di Taggia. Bussana Vecchia è un borgo a forma di pigna abbarbicato su un colle in provincia di Imperia. 

Nel 1887 fu vittima di un devastante terremoto che lo rase quasi al suolo. Un sisma che almeno nel primo settantennio sembrava aver compromesso irreversibilmente il futuro del paese. Il Comune di Sanremo chiuse ogni accesso e il borgo rimase in un doloroso silenzio sino agli anni ’60 quando un ceramista torinese rimase incantato dal fascino di quelle rovine e decise di trasferirvi il suo atelier. 

Una volta stabilitosi nel borgo dimenticato, richiamò a sé un nutrito gruppo di artisti e questa piccola comunità internazionale formata da un centinaio di persone, con pochi mezzi e tanto lavoro di braccia cominciò a ricostruire il paese, quantomeno le dimore più agibili, rispettandone con cura il disegno e la conformazione iniziale. Gli immobili fuori catasto vennero occupati e trasformati in atelier che sopravvivono ancora oggi tra vicoli e caruggi.

Ne sono nati laboratori, botteghe artigiane, negozi per ogni passione e gusto. Ogni artista ha sviluppato una tecnica personale nella realizzazione delle proprie opere, non troverete un solo individuo simile all’altro. Un intrecciarsi di menti accomunate dalla passione per l’arte con un background di esistenze completamente differente, in alcuni casi diametralmente opposto. 

Osserviamo alcuni di questi artisti mentre siamo seduti alla Piazzetta Golosa, il punto di ritrovo del paese che apre anche la visita a Bussana Vecchia. Li incrociamo in una domenica mattina mentre sono intenti a far colazione. Ordinano caffè, crostate, torte e se le offrono a vicenda. Si percepisce da subito il forte senso di comunità che li lega. Si passano l’unico giornale presente sui tavolini, commentano i fatti del giorno, ci osservano divertiti. Siamo i primi avventori, i viaggiatori delle nove del mattino. 

Scambiamo qualche chiacchiera e una volta salutati cominciamo a salire per le strade del paese. Un esplosione di creatività e bellezza è pronta ad accoglierci ad ogni curva e slargo.

Sbirciamo nel mondo di Annita, da Artitute di Silvano Manco, nello studio W + J, passiamo accanto senza far rumore all’atelier di un pittore silenzioso intento a terminare il suo quadro sorvegliato da un guardiano rossiccio e sornione. 

Sostiamo di fronte alle rovine della chiesa della Chiesa di Sant’Egidio, rimanendo incantati da tanta magnificenza. 

“Mio marito è un ex chimico, è lui che produce queste candele con una tecnica che fonde arte, colori e macrocristallizzazione della stearina. Ogni candela è diversa dall’altra e tagliandola se ne possono scoprire altre facce” (Jana Mazurova, Studio W + J)

La sintesi perfetta degli artisti di Bussana. Talenti preziosi e ricchi di sfaccettature, da custodire e diffondere. Gli abitanti e gli atelier di Bussana sopravvivono grazie a mostre, eventi, acquisti dei viaggiatori, alla compravendita delle loro opere in loco e online. C’è chi in passato ha tentato di sopprimere la loro voce, “ci hanno definito anche drogati” continuano a raccontarci. Oggi si sta cercando di stanziare dei fondi per il recupero del paese ma la strada è ancora lunga e il timore che il borgo venga mal gestito o sfruttato per fini terzi è troppo alto. E’ stato stanziato un piano di valorizzazione ma le modifiche da fare, secondo gli abitanti, sono molte e il piano presenterebbe numerose lacune e nessuna rassicurazione sul futuro delle attività e delle persone che hanno fatto rinascere Bussana a nuova vita. 

Nella mia amata America, considerando il talentuoso occhio americano per il business, Bussana Vecchia sarebbe già un cult, un must imperdibile da visitare senza tanti documenti e burocrazia a rallentarne promozione e diffusione. Non le si torcerebbe un capello: questa realtà sarebbe presa, ristrutturata, messa in sicurezza in tempi record e promossa così com’è, accentuandone la pura bellezza, senza toccare o filtrare questo splendido laboratorio d’arte a cielo aperto. 

“L’attrattiva di Bussana Vecchia per il turismo è del 100% basata sull’investimento personale, il duro lavoro e il sudore dei suoi abitanti. Hanno rimosso le macerie, hanno ricostruito l’infrastruttura delle utenze, restaurato gli edifici in modo che possano essere utilizzati per gallerie, negozi e abitazioni, hanno mantenuto l’infrastruttura per oltre 50 anni e hanno fatto il marketing, la promozione, i siti web e le app. E’ tempo di riconoscere questo successo e cooperare insieme per raggiungere un obiettivo comune più alto”. 
(dal documento di risposta al Piano di Valorizzazione)   

Se posso permettermi di offrire un consiglio agli abitanti dico questo: continuate ad aprirvi al mondo. Continuate a raccontare la vostra storia. Condividere, diffondere, raccontare, oggi sono sinonimi di influenza e potere. 

 

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