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Cammino di Santiago: Nove Mesi a Passo Lento con due Asini

Sono vari i motivi che spingono le persone a intraprendere il Cammino di Santiago e altrettando vari sono i tempi e le modalità con cui si decide di affrontare questo lungo viaggio, ma la storia che sto per raccontarvi ha dell’incredibile. Capitata per caso a Monteriggioni ho conosciuto Massimo e Jessika, una simpatica coppia di viaggiatori (lui italiano, lei spagnola) che ha trascorso gli ultimi 9 mesi … camminando a passo lento. Sono partiti da Padova e, in compagnia di due asini e un cane, hanno percorso 3.000 chilometri a piedi fino a Santiago di Compostela. E, come nella migliore delle favole, hanno proseguito il tragitto fino a Finisterre sposandosi, da pellegrini, su una spiaggia fronte oceano. Un viaggio meraviglioso che merita di esser raccontato dai due protagonisti in questione. Vi lascio alle loro parole. 

Ciao Massimo e ciao Jessica, innanzitutto complimenti per… per qualsiasi cosa! Sono sbalordita dalla vostra esperienza di viaggio e vi ringrazio di essere qui a raccontare ai lettori di Viaggiare Oltre il vostro incredibile cammino. La prima domanda è pressoché automatica… perché avete scelto il Cammino di Santiago e perché in compagnia di due asini?! 

Do Not Disturb

<<Il Cammino di Santiago ha, per molti pellegrini, un fascino particolare. Tutti ci mettiamo in cammino con l’idea di metterci alla prova e dare una svolta alla propria vita. Jessika aveva già percorso il cammino due volte, io una. Entrambi abbiamo pensato che questa avventura potesse dare una svolta alla nostra vita di coppia. La scelta di Santiago è stata abbastanza semplice, è un luogo-chiave della nostra storia: il posto dove ci siamo incontrati per la prima volta! 

Entrambi abbiamo messo a disposizione ciò che sapevamo fare: Jessika è abile nel creare oggetti e accessori a donativo per mantenersi in viaggio, io, da tempo, curo gli asini e ho fondato un’associazione chiamata “A Passo Lento” dove mi occupo di far conoscere questi meravigliosi animali a disabili, bambini e anziani. Gli asini, poi, sono utilissimi in un viaggio a piedi dato che permettono di portare una quantità di materiale maggiore che sarebbe difficile da caricare sulle proprie spalle: tende, fornelli, cibo e il materiale di lavoro di Jessika per esempio. Oltre ai due asini non dimentichiamo anche la presenza di Pedro, il nostro cane che ci accompagnato, da sempre, in ogni dove. Lui non aveva un compito specifico, ma la sua presenza e compagnia è stata fondamentale in molte occasioni!>>.

Normale o Diesel?
Le creazioni di Jessika

Oltre ai due cammini precedenti, avete preso spunto da libri o da racconti di altre persone per compiere questo viaggio? 

<<Se pensiamo ai primi cammini che abbiamo percorso possiamo trovare due elementi comuni: un’amica che ci ha consigliato di metterci in cammino e la necessità di dare un nuovo significato alle nostre vite che stavano peggiorando sotto diversi punti di vista: di coppia, lavorativo, economico. Poi ci siamo incontrati e, oltre al proverbiale colpo di fulmine, ricordo che entrambi esprimemmo immediatamente il desiderio di compiere due viaggi: uno a Roma (per Jessika) e uno a Santiago (per me, con partenza da Padova). Al momento, quindi, sono debitore di un viaggio!>>. 


Qual’è stata la difficoltà più grande incontrata in un viaggio a piedi lungo nove mesi? 

<<Viaggiavamo in autonomia alimentare e, da sempre, riteniamo che i soldi non possano essere l’unica moneta di scambio. Le difficoltà incontrate sono state innumerevoli ma a tutte siamo riuscite, più o meno, a porre rimedio. Potremmo parlarvi delle difficoltà incontrate nel cercare luoghi dove piantare la tenda per la notte ma li abbiamo sempre trovati. Potremmo parlare dei pochi soldi disponibili per il cibo, ma abbiamo mangiato tutti i giorni. Potremmo parlare della poca cortesia di alcune persone lungo il cammino ma, dietro l’angolo, c’era sempre un abbraccio ad attenderci. L’unica difficoltà malamente superata è stata una tempesta di neve improvvisa e molto forte che ci ha accompagnato durante un giorno di cammino alle porte della Galizia e che ci ha fatto conoscere i primi sintomi del congelamento>>.

Che cosa vi ha lasciato l’esperienza del Cammino di Santiago e di questo lungo viaggio in compagnia dei vostri amici animali? 

<<Molte persone lungo il cammino hanno messo a disposizione la loro casa, ci hanno regalato pasti, chiacchere, coccole e attenzioni ad Antonella e Nerone (i due asini) e a Pedro. L’agenda è ora piena di numeri, indirizzi, contatti. Questi rappresentano il filo che siamo riusciti a costruire in nove mesi di cammino. Un filo lungo 3.000 km al quale sono attaccati pellegrini, persone comuni, allevatori di asini, vecchi, bambini e pazzi. Oltre a questo, il viaggio ci ha lasciato un amore infinito per i nostri asini e la loro filosofia di vita: non serve correre, con calma e pazienza si può arrivare dove si vuole… può esistere una nuova concezione del vivere quindi, un’esistenza a passo lento>>.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

<<A Passo Lento. Questo è il progetto che vogliamo far crescere! Una “asineria” nata a Padova con l’intento di far conoscere questi simpatici animali a bambini, anziani, disabili e alle loro famiglie. Ho conseguito un attestato come Operatore in Interventi Assistiti con l’Asino e insieme a professionisti del settore offriamo giochi e attività ludico-creative che interagiscono direttamente con la sfera psico-relazionale della persona. Inoltre stiamo cercando di realizzare la nostra Casa a Passo Lento che si basa sul concetto di albergo a donativo (ognuno dona quello che gli suggerisce il cuore). Il denaro non può essere la sola e unica merce di scambio!>>.

Grazie infinite ragazzi, ora non posso far altro che salutarvi, augurarvi un grande in bocca al lupo y.. buen camino
Massimo e Jessika





Categorie Articolo:
Avventure · curiosità · People · Viaggi · viaggiare lowcost

Tutti i Commenti

  • Certo che 9 mesi in viaggio in quelle condizioni non devono essere facili. Il racconto è affascinante e mi è piaciuto il viaggio con gli asini; bello il cartello apposto in cui si invita a non disturbarli perché si stanno riposando. Sono animali stupendi e scrissi anche qualcosa quando scoprii che il più grande allevamento di asini d'Europa si trova in provincia di RE (bella la storia del fondatore dell'allevamento: http://ilmiobloginunozaino.blogspot.it/2014/02/la-capitale-degli-asini.html).
    In bocca al lupo a questi ragazzi con l'augurio che siano riusciti veramente a dare un nuovo significato alle loro vite.
    Ciao, buona giornata. Marilena

    IL MIO BLOG IN UNO ZAINO 25 Luglio 2014 15:00 Rispondi
  • Dev'essere un'esperienza incredibile che ti cambia la vita.. complimenti a loro!
    Un bacione, a presto :*

    Anonimo 26 Luglio 2014 14:42 Rispondi

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