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Cascate in Giappone: le Kuuya-no-Taki Falls

 


Non ne parlano le guide turistiche, né si trovano indicazioni in rete se non in qualche blog tematico, eppure per noi il trekking alle Kuuya-no-Taki Falls, cascate situate nei dintorni di Kyoto (nei pressi del Monte Atago), ha rappresentato una delle sorprese più emozionanti ed inaspettate di tutto il viaggio in Giappone. 

Siamo venuti a sapere dell’esistenza di queste cascate per caso, durante la penultima sera, parlando con un loquace ristoratore di Kyoto. Si tratta della sorgente di un piccolo fiume, affluente del Kiyotaki River e di un salto di circa 15 metri che questo compie nei pressi di un piccolo tempio shintoista, all’interno di una foresta di grandi conifere temperate. 


Avevamo l’ultimo giorno a disposizione pertanto, incuriositi dalla novità, abbiamo deciso di dedicarlo a questo semplice ma emozionante trekking verso le cascate. 

Trovare il luogo di partenza della camminata non è stata impresa semplice. Le cascate si possono raggiungere da diversi versanti del Monte Atago ma ogni sentiero ha un diverso tempo di percorrenza. Per accedere al sentiero più rapido che vi condurrà alla cascata in circa 40 minuti di camminata, dovrete impostare sul navigatore il villaggio di Sagakiyotakicho, distante circa 30 minuti di auto da Kyoto. Qui, sulla sponda sinistra del Kiyotaki River, troverete un ampio parcheggio dove lasciare in sicurezza la vostra auto. 


Dal parcheggio, attraversiamo il ponte ed imbocchiamo il primo sentiero alla nostra destra che ci porterà a risalire il fiume per qualche centinaio di metri, prima di piegare a sinistra seguendo il corso di un suo affluente. Il paesaggio che ci circonda è fiabesco, quasi surreale. Si avanza lungo una larga pista forestale immersi fra imponenti conifere dal fusto alto e stretto che danno un senso di precarietà. La giornata però è perfetta, soleggiata e giustamente fresca e ci sentiamo sicuri e incoraggiati dalla presenza di numerosi escursionisti, seppur tutti giapponesi. 

Proviamo a chiedere informazioni sulla cascata: alcuni non la conoscono, altri non capiscono l’inglese… finalmente un signore ci incoraggia a proseguire sempre dritto per il sentiero principale. Dopo circa due chilometri, in corrispondenza di una curva a destra, incontriamo un bivio. Il sentiero principale prosegue verso destra, mentre sulla sinistra si trova un ponticello in pietra e un sentiero minore che sale a gradini verso il monte. 

Una coppia di giovani hikers giapponesi ci conferma che per raggiungere le cascate di Kuuya-no-Taki (e il tempio che si trova ai suoi piedi) dobbiamo proseguire a sinistra attraversando proprio quel ponticello. Lasciamo quindi la pista principale e cominciamo a salire superando curiose statuette di Tanuki: nella mitologia giapponese, creature dispettose e maliziose che si divertono a ingannare commercianti trasformando le foglie in finti soldi. Da qui manca veramente poco, quindi non ci scoraggiamo e proseguiamo fiduciosi anche se, dopo alcune capanne, il sentiero si fa più stretto. Ancora due curve e troviamo la tradizionale Torii a marcare l’ingresso nel tempio, che attraversiamo rapidamente in completa solitudine. Improvvisamente, sotto al Torii di uscita collocato all’estremità opposta del tempio, si aprono davanti a noi le porte dell’Eden. 


Una cascata, non altissima ma imponente e vigorosa, precipita decisa a pochi metri da noi, proprio davanti al portale del tempio. Rimaniamo attoniti per alcuni minuti, piantati a bocca aperta davanti a quello spettacolo, nel mezzo di una piccola radura tra statue di divinità shintoiste e piccoli tabernacoli di preghiera. L’atmosfera è decisamente mistica. Ci prendiamo qualche minuto di riflessione e riposo. Nicola non resiste e, levandosi i vestiti, si dirige sotto al refrigerante getto della cascata.

Siamo grati per quello che stiamo vivendo e siamo felici di aver scoperto un angolo di pianeta ancora poco conosciuto e scarsamente visitato… e forse è proprio questo il suo valore aggiunto. 


Qualora decidiate di andare, fate buon uso di queste indicazioni: sappiate che è un’escursione quasi alla portata di tutti, anche senza guida, consigliata in estate (per trovare refrigerio dalla calura!), sconsigliata in inverno o nelle giornate di maltempo/forte vento. Abbiate cura e rispetto di ciò che la natura offre e cercate di lasciare questo posto meglio di come l’avete trovato. 

Info tecniche: 
Coordinate del parcheggio (link)
Lunghezza percorso: circa 5 chilometri a/r 
Dislivello positivo: circa 100 metri 
Tempi di percorrenza: 1h20′ a/r 

Categorie Articolo:
Asia · Giappone in auto · Viaggiare in auto

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