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Città Imperiali del Marocco: Marrakech

Cosa vedere a Marrakech

Marrakech, la magia. La fuga. Città imperiale del Marocco insieme a Fés, Rabat e Meknés. Simbolo di una generazione di italiani, inglesi, francesi che, incantati dalle sue atmosfere, hanno deciso di abbandonare l’Occidente per aprire una nuova attività e cambiare radicalmente la propria vita. Il viaggio inizia da Djemaa el Fna, centro nevralgico della città, considerata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Una piazza enorme dove troverete incantatori di serpenti, cantastorie,dentisti improvvisati, venditori di ogni tipo, donne coperte dal velo e turisti di passaggio. Quando cala la sera la piazza si trasforma e cominciano a diffondersi i vapori delle cucine ambulanti arrivate al tramonto.

Tutto intorno un viavai di persone, di ogni lingua e cultura, avvolti da questa nube profumata. Potete prendere questa piazza come punto di riferimento per tutte le altre visite previste nel vostro programma. Da Djemaa el Fna infatti si diramano tutte le vie principali che portano alle maggiori attrazioni della città.  Di fronte alla piazza potrete ammirare anche la bellezza della Koutubia, il minareto appartenente alla moschea più grande di Marrakech.

Cosa vedere a Marrakech

 La zona a nord di Djemaa el Fna è dedicata al souk, il tradizionale mercato marocchino al coperto. E’ diviso per settori merceologici e troverete lana, borse in cuoio, vestiti, spezie, scarpe e ciabatte, utensili per la casa e molto altro. Un concentrato di colori e profumi.

Cosa vedere a Marrakech
“The first condition of understanding a foreign country is to smell it”. R. Kipling

Nonostante le varie dicerie sui venditori marocchini, non li ho trovati particolarmente insistenti nel vendere, basta declinare in modo fermo ma educato. Una volta deciso cosa si vuole comprare è usanza “contrattare” sul prezzo. Generalmente è il venditore a fare la prima offerta (e non lasciatevi ingannare… all’inizio puntano mooooolto in alto!). Voi potete controbattere con un’offerta più bassa e arrivare ad una soluzione di mezzo. Non contrattare è considerato quasi un’offesa. Il suq termina alla Medersa Ben Youssef, una scuola coranica aperta al pubblico che merita sicuramente una visita. 

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Cortile interno della Medersa Ben Youssef 



Tutta la parte bassa delle mura è decorata da splendidi zelljig, tasselli in ceramica multicolore che rappresentano un vanto dell’artigianato marocchino. All’interno della Medersa (medersa è una parola araba che significa “scuola”) si possono visitare le celle dove studiavano gli studenti e in alcune di esse si possono trovare ancora calamai, scrittoi, tappeti e tutto il necessario per prepararsi il té! 

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Vicino alla Medersa Ben Youssef si trova anche il Museo di Marrakech, utile se volete avere maggiori informazioni sull’artigianato e la cultura marocchina. Per pranzo vi suggerisco di mangiare in uno dei ristorantini sparsi per le viuzze dei souk. Unica raccomandazione: non bevete mai acqua da una bottiglia già aperta, assicuratevi che siano sigillate. Provate il cous cous in tutte le sue varianti e anche il tajine, piatto speziato di carne in umido e verdure che prende il nome dal caratteristico piatto di terracotta in cui viene servito. 
Sullo sfondo il Tajine!
 
Se visitate Marrakech durante l’estate o in un periodo particolarmente afoso vi consiglio di passare le prime ore del pomeriggio passeggiando lungo uno dei numerosi giardini della città. Non consiglio gli straconosciuti giardini Majorelle… è vero, sono un’oasi di pace, sono stati acquistati da Yves Saint Laurent ecc. ecc. ma sono lontani rispetto al centro, l’ingresso è a pagamento e fatta eccezione per qualche cactus particolare e per la magica irrorazione dell’acqua che rinfresca dalla calura nordafricana non sono un granché. Sceglieteli se e solo se siete dei grandi amanti della botanica e delle piante insolite! Dirigetevi piuttosto verso qualcosa di più vicino alla medina, risparmierete soldi e fatica! 
A sud di Djemaa el Fna troverete le Tombe Saudite e Palais Bahia. Le Tombe sono state riscoperte nel 1917 ed erano in uno stato di totale abbandono. Oggi sono state restaurate ed è dunque possibile ammirarle con i loro stucchi e decorazioni zelljig. Palais Bahia era l’antica residenza del sultano Bou-Ahmed costruita per suo uso personale. Al suo interno dei bellissimi giardini e l’harem, un cortile interno con 4 stanze per le proprie mogli (se ve lo state chiedendo, sì, ne aveva quattro!). Una di queste era “la favorita” e godeva della possibilità di avere una stanza più grande e adornata. Non a caso questo palazzo viene chiamato anche “il palazzo della favorita”. Una curiosità: dato che tutte le donne si incontravano quotidianamente nel cortile interno dell’harem, ogni volta che il sultano regalava un gioiello o qualsiasi altro oggetto ad una di queste, doveva regalarlo anche a tutte le altre per evitare gelosie e liti furiose!
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I giardini lussureggianti del Palais Bahia
 
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Il cortile interno dell’harem con le stanze delle concubine
 
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La stanza della favorita
A ovest del Palais Bahia si snoda la Mellah, quartiere ebraico con i suoi souk dove si possono fare ottimi affari. I prodotti per la cura del corpo qui costano pochissimo! Visitate anche la sinagoga di Lazama e la piazza Ferbplantier, una piccola e vivacissima piazza piena di atelier dove viene lavorato il ferro. 
 
Infine se siete amanti della fotografia vi consiglio la Maison de la Photographie dove potrete ammirare le immagini storiche di Marrakech e di altre città marocchine. 
 
 
COME ARRIVARE A MARRAKECH:
La città è collegata con i maggiori aeroporti italiani. I voli più convenienti li troverete con Ryanair. Quando sono andata in Marocco ho prenotato un volo Pisa-Marrakech a soli 130 euro andata e ritorno! 
 
Una volta arrivati in aeroporto vi consiglio di prenotare il servizio taxi direttamente con il vostro albergo. Con 15 euro avrete la tranquillità di arrivare ed essere comodamente accompagnati in macchina al vostro riad! 
 
DOVE ALLOGGIARE/TIPS FOR ACCOMODATION:
Un posto dove mi sono trovata benissimo è il Riad Andalla, proprio dietro Djemaa el Fna. Ha una terrazza dalla quale si possono scattare delle bellissime fotografie sulla piazza ed è gestito da André e Christophe, due persone simpaticissime e molto disponibili.
 
Un altro riad a metà tra Djemaa el Fna e il quartiere ebraico è il Riad Diana, molto pulito, spazioso e confortevole. Anche questo Riad ha una piacevole terrazza piena di gatti dove rilassarsi bevendo un buon tè alla menta. 
 
La nostra camera:
 
 
… e il bagno!
 
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Spero di esservi stata utile, vi auguro buon viaggio.
 

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