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Il carcere dell’Isola di Capraia: escursione nella colonia dimenticata

Le isole dell’Arcipelago Toscano sono conosciute per il ricco patrimonio paesaggistico e per la bellezza delle loro spiagge ma non dobbiamo dimenticare che alcune di loro vantano anche una affascinante identità di isole-carceri. E’ il caso dell’Elba, con l’ormai ex carcere di Porto Azzurro (conosciuto dai più anziani come Portolongone), di Gorgona e dell’Isola di Pianosa; ma esiste un altro paradiso, forse ancora poco conosciuto da questo punto di vista: l’Isola di Capraia.


Il carcere dell’Isola di Capraia, oggi luogo abbandonato, fu istituito nel 1873 e risulta suddiviso in più complessi edilizi chiamati diramazioni (o distaccamenti). Negli anni, il carcere ha avuto la denominazione di Colonia Penale AgricolaCasa di Lavoro all’aperto e per finire Casa di Reclusione. I detenuti si dedicavano alla pesca, all’agricoltura, all’allevamento e alla pastorizia. Il primo edificio legato all’ex colonia penale che si incontra sbarcando sul porto è rappresentato dalla Salata, locali un tempo destinati ad ospitare i detenuti che si occupavano di pesca e salatura di acciughe e sardine ed oggi riconvertiti ad uso Pro Loco e location per eventi. Alla prima vera sezione del carcere si arriva dopo una camminata di circa un’ora lungo la strada del Cornero immersi in una spettacolare cornice naturale, aspra e selvaggia. Il profumo di macchia mediterranea, l’odore del mirto e, nel mese di settembre, i frequenti assaggi di more appena colte allieteranno la vostra escursione. 

Isola di Capraia: l’arco di ingresso al carcere

Oltrepassato l’arco di ingresso al carcere, la prima struttura che si incontra è l’Aghiale, distaccamento destinato ad alcune celle ed alloggi delle guardie. Qua si trovava anche la mensa, un piccolo spaccio e il barbiere e i detenuti svolgevano operazioni agricole e servizi domestici indispensabili. Negli ultimi tempi era stata allargata anche con una cappella, una sala proiezioni e un campetto da calcio. Alle spalle dell’Aghiale potrete scorgere un curioso castelletto, l’orto del Direttore ed un piccolo cimitero. Il carcere dell’Isola di Capraia versa oggi, sfortunatamente, in uno stato di abbandono e diversi edifici sono pericolanti. Consigliamo pertanto di rispettare i divieti di ingresso, ove segnalati. 

Proseguendo la camminata si incontrano i diversi edifici dell’Ovile, distaccamento della Colonia Penale riservato ai detenuti che si occupavano prevalentemente di pastorizia. L’Ovile, oltre ad una chiesa utilizzata appunto come “ovile”, comprende alcuni alloggi delle guardie ed una casa colonica riadattata a carcere. 

Proseguendo il cammino comincerete a salire sui promontori dell’isola e la vista diventerà via via più spettacolare fino all’arrivo alla Diramazione Porto Vecchio. Qui un sentiero conduce fino alla baia di scogli dall’omonimo nome, dove anticamente era situato il punto di attracco delle navi che portavano i detenuti alla colonia. 

Panorami dal carcere: la splendida baia di Porto Vecchio

In questa diramazione ci si può avvicinare molto più facilmente alle celle ma raccomandiamo la massima attenzione a cornicioni e pavimentazioni usurati dal tempo e dall’incuria. 

Camminiamo lungo i corridoi delle celle, avvolti da un’inquietante silenzio interrotto dal soffio del vento e dal sinistro cigolio delle finestrelle… per un attimo sussultiamo, anche se siamo in pieno giorno. Ci abbandoniamo ad immaginare storie, fatti ed aneddoti che possono essere accaduti dietro a queste sbarre e proviamo per un attimo ad immaginare i sentimenti dei detenuti, chiedendoci che cosa provassero, reclusi su quest’isola. La consideravano un paradiso, un inferno… o entrambe le cose? 

Il corridoio con le celle dei detenuti
Carcere di Capraia: gli interni

Dal distaccamento di Porto Vecchio un sentiero conduce all’ultima diramazione del carcere, quella della Mortola, chiusa fin dagli anni ’60. 
Girando l’isola, nei pressi del Paese, si possono visitare altri edifici legati al carcere di Capraia, per lo più adibiti ad uffici amministrativi o altre attività secondarie. La Casa del Direttore è oggi sede del locale Ufficio Comunale, mentre consigliamo caldamente una visita al Convento Sant’Antonio, un tempo sede dell’Amministrazione carceraria. Alle spalle del convento, la Chiesa di Sant’Antonio, imperdibile gioiello architettonico la cui facciata è stata recentemente restaurata. 

Quando nel 1987 il carcere dell’Isola di Capraia chiuse definitivamente i battenti, la maggior parte dei detenuti venne trasferita in altre carceri mentre un numero esiguo di carcerati, a fine pena, beneficiò dell’indulto e scelse di rimanere sull’isola. Se parlate con alcuni isolani vi racconteranno storie e timori iniziali negli approcci con i nuovi arrivati. 
Un ultimo suggerimento per la vostra escursione al carcere di Capraia: una volta guadagnato il distaccamento di Porto Vecchio, non perdetevi l’occasione di raggiungere, attraverso il sentiero, la baia di scogli sottostante per tuffarvi nel meraviglioso mare di quest’isola selvaggia. Ai detenuti (ufficialmente) non era concesso. 

Buon viaggio
 Elena 

 

Tutti i Commenti

  • Ciao viaggiatrice, è la prima volta che visito il tuo blog.
    Grazie per avermi fatto conoscere questo angolo d'Italia che personalmente non ho mai avuto il piacere di visitare.
    Ho sbirciato tra "le tappe" incantevoli della Costa Azzurra che ben conosco…mi ci rifugio almeno una volta l'anno!!
    Buon pomeriggio 🙂
    http://missclodipassioniecontorni.blogspot.it/

    MgS_la_Sinatra 20 Maggio 2014 15:58 Rispondi
  • Ciao Clotilde, grazie per essere passata e benvenuta su Viaggiare Oltre! Eh sì la Costa Azzurra è meravigliosa, ogni borgo è un piccolo gioiello da scoprire! Spero che continuerai a seguirci, a presto ^^ !

    Viaggiare Oltre 21 Maggio 2014 11:55 Rispondi

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