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Giappone: la festa delle lanterne nei giorni dell’Obon

Obon. Giorni nei quali il Giappone ricorda le anime dei propri cari. Una festività di origine buddista dove i defunti tornano a far visita alle proprie famiglie. Momento di festa, unione e condivisione per molti giapponesi che accendono fuochi e decorano abitazioni in attesa del ritorno degli antenati.


I giorni dell’Obon si sviluppano a cavallo di Ferragosto con un programma ricco e intenso. Si inizia il 13-14 agosto con i giorni di preparazione: le case private vengono decorate con piante, profumi e incensi mentre su strade e sentieri si accendono fuochi, candele e fiaccole chiamate Mukaebi (fuochi di benvenuto) che aiutano i defunti a ritrovare la via di casa. Si continua il 15 agosto con danze tradizionali attorno ai fuochi (Bon Odori), visite ai cimiteri per recitare sutra buddisti e un ricco pranzo dove le famiglie si riuniscono attorno alla tavola per offrire cibo e bevande agli antenati tornati a trovarli nel mondo terreno. Il giorno di commiato è il 16 agosto e i festeggiamenti si concludono nel corso del Gozan No Okuribi o Daimonji, la festa dei falò. Momento nel quale le anime dei defunti, rappresentate da lanterne di carta, tornano nell’aldilà navigando lungo fiume e i monti si accendono di simboli luminosi e caratteri infuocati.

Eravamo a Kyoto durante quell’occasione e il 16 agosto ci siamo uniti in punta di piedi ai festeggiamenti dell’Okuribi, seguendo una fiumana di persone diretta lungo le rive del Kamo-gawa. Ci siamo ritrovati in un colorato mondo di banchetti, chioschetti e ristoranti e, una volta guadagnata la sponda del fiume, in una mistica atmosfera di canti e preghiere. Tutto attorno visi allegri e sereni nell’osservare le lanterne sospese sull’acqua. 

Non lo nascondo, ti ho pensato osservando quelle lanterne che scivolavano lente sul corso ma pur essendo una blogger, pur essendo abituata a condividere la vita sui social network sento che di più non posso dire: come mi è capitato di scrivere qualche tempo fa, posso raccontare qualsiasi particolare di un viaggio ma su tutto ciò che riguarda la mia vita privata ho posto fin dall’inizio un velo di riservatezza.  

Posso però affermare con certezza che il viaggio è una cura. Viaggiare, conoscere altre culture può addolcire pillole amare, può aiutare a osservare drammi personali da prospettive culturali più serene o a consolidare certezze già presenti nell’animo… Nessuno ci lascia, tutto evolve, tutto si trasforma. Il Gozan No Okuribi ha aperto un altro cassetto mentale e per il 2019 vi auguro questo: che i viaggi siano in grado di cambiare (o rinforzare) il vostro modo di essere e di agire. 
Fate tesoro delle vostre avventure. 

Buon anno a voi, buon anno a chi so io, buon anno a chi ama i propri cari e li porta nel cuore. 

 
Categorie Articolo:
Asia · Giappone in auto

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