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Girare il Giappone in auto: il nostro itinerario

Il viaggio in auto in Giappone ha rappresentato un tuffo in una cultura millenaria, affascinante e poliedrica, con milioni di tradizioni e sfaccettature che la rendono una destinazione unica al mondo. Dopo tanti post su singole attrazioni credo sia utile riassumere il percorso completo in un post utile e pratico. L’itinerario di viaggio si è sviluppato in dieci giorni che in realtà sono diventati undici sfruttando il fuso orario del ritorno. 

L’itinerario è partito dall’aeroporto di Osaka dove abbiamo noleggiato un auto per poterci muovere liberamente lungo il territorio. La prima tappa di viaggio è stata la località di Nara, dove abbiamo girovagato tra templi, pagode, paesaggi delicati e una moltitudine di cervi ad accompagnarci lungo il tragitto. Trovate il resoconto di visita tra le righe di questo post.  

Da Nara ci siamo diretti verso Tokyo dove siamo rimasti quattro giorni a scoprirne le tante sfaccettature: i silenzi del santuario Meiji nei pressi della stazione di Harajuku, i prodotti tipici e la bontà del pesce nel mercato di Tsukiji, i trafficati attraversamenti pedonali di Shibuya, il quartiere dei manga di Akihabara, il tempio Senso-ji e tanti luoghi dell’assurdo come palazzi con interi piani trasformati in mega sale giochi e grandi magazzini come il Don Quijote con piani infiniti e una quantità incredibile di merce esposta che andava da maschere per il viso a tema Pokemon a videogiochi e sex toys. Come sapete non siamo grandi amanti delle metropoli ma ci siamo comunque divertiti a compiere questi grandi balzi a colpi di fermate di metropolitana tra antico e moderno, sacro e profano. Tokyo è una città dalle mille contraddizioni dove tutto scorre alla velocità della luce, dove si corre tra metropolitane sottoterra e si sale su per velocissimi ascensori di palazzi e grattacieli. Un costante andirivieni dalla terra al cielo. 

Al termine delle giornate di visita a Tokyo eravamo distrutti, anche a causa del clima estremamente caldo trovato nei primi giorni di viaggio. Un clima mitigato nei giorni successivi da forti temporali notturni che hanno reso il viaggio molto più leggero e piacevole. Salutando i grattacieli di Tokyo, dopo alcune ore di guida, abbiamo raggiunto la località di Nikko, la città dei templi e dei santuari, proclamata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. 

Il Santuario di Nikko, immerso in una splendida e ombrosa foresta, è dedicato a Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato tokugawa, ultimo shogunato (governo feudale) del Giappone. Nelle cinque strutture del santuario sono conservate due spade e altri oggetti designati come tesoro nazionale, oltre ai resti di Ieyasu. 

Sulla scuderia dei cavalli sacri sono poi raffigurate le tre scimmie sagge a raffigurare il celebre motto “non vedere il male, non ascoltare il male, non parlare del male”. Un’icona molto cara alla cultura popolare giapponese. 

Una volta ripartiti abbiamo raggiunto le località che (assieme a Nara) ci hanno maggiormente emozionato in questo viaggio ovvero il parco delle scimmie di Jigokudani, Magome e Tsumago, Kyoto e dintorni. Siamo passati dalle dolcissime scimmiette di Jigokudani, al nostro primo bagno in un onsen giapponese fino a Magome e Tsumago, due splendidi paesini incastonati nella valle del Kiso. Essendo un post riepilogativo sull’intero itinerario in auto percorso in Giappone non posso dilungarmi molto sulle località citate, senza contare che trovate dei post specifici già presenti sul blog. Se siete interessati, basta cliccare sui link in rosso riportati qui sopra. 

Dopo Jigokudani e la Valle del Kiso, il Giappone era pronto a regalarci l’ultimo delicato colpo di ventaglio mostrandoci Kyoto e i suoi dintorni. Anche in questo caso, un susseguirsi di grandi emozioni: la città di Kyoto, vivibile e a misura d’uomo con pittoreschi locali affacciati sul fiume, il quartiere Gion dove abbiamo intravisto geishe sedute al tavolo con uomini d’affari e maiko sfuggenti impegnate a raggiungere chissà quale scuola o sala da tè e i sacri festeggiamenti dei giorni dell’Obon dove ci siamo uniti in punta di piedi al Festival delle lanterne lungo le rive del Kamo-Gawa. 

Da Kyoto abbiamo infine raggiunto i suoi dintorni: il Tempio d’Oro la Bamboo Forest di Arashiyama, il santuario di Fushimi Inari sino al trekking verso una splendida cascata (Kuuya-no-Taki Falls) che ha segnato il nostro ultimo giorno di viaggio in questa terra meravigliosa dove speriamo un giorno di poter fare ritorno. 

Altri resoconti utili sul Giappone: 

Guidare in Giappone: un vademecum

Onsen in Giappone: un bagno nei riti d’Oriente 

Cervi e templi di Nara 



Categorie Articolo:
Asia · Giappone in auto

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