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I Piatti Assaggiati in Congo (per coraggiosi)

In viaggio non si deve aver paura di sperimentare e di assaggiare. Quella che ho appena trascritto è una frase riportata, con parole diverse, un po’ ovunque. Libri di narrativa di viaggio, articoli e post la decantano ma gran parte degli autori dei testi di rado la applicano nel concreto. Perchè è più semplice viaggiare e sperimentare fino alla soglia “comoda”, fino a ciò che riteniamo socialmente accettabile. 

All’opposto, far venire a galla l’inconsueto e l’estremo crea turbamento, timore e ripensamenti. E il ripensamento è stata la prima sensazione provata di fronte ai piatti della cucina congolese a Brazzaville. Una premessa: la cucina della Repubblica del Congo si basa su alimenti provenienti dall’agricoltura e dagli allevamenti. Il clima favorevole contribuisce a una buona varietà di frutta e verdura, quindi esistono anche alimenti normali. I piatti che vi elencherò invece provengono da antiche tradizioni, quindi sono cibi “speciali” che i congolesi cucinano per ospiti, per sfide, per ricorrenze. Prima di partire chiesi a Don Jean Michel di provare la vera cucina africana, escludendo solo i cibi piccanti: quelli purtroppo non li posso mangiare, da sempre mi creano seri problemi di stomaco. Ho fatto quindi un bel respiro (in alcuni casi ho chiuso gli occhi) e, insieme a Nicola, ho aperto la bocca. Divertitevi a leggere questo resoconto!

1) Questa è verdura

Questa è verdura era l’affermazione ricorrente di Don Jean Michel, detta ogni volta con uno strano sorriso a 32 denti che non prometteva niente di buono. Rigiro la frase a voi. Questa è verdura. Perchè fate quella faccia? Osservatela. 


Avete qualche dubbio? Fate beneLa verdura c’è, come vedete ci sono dei peperoni cotti in un sughetto. Ma c’è dell’altro… cosa sono ad esempio quei semini? Provate a indovinare… 

FormicheLe formiche congolesi hanno delle dimensioni considerevoli rispetto alle nostre ma la parte confortante nell’assaggiarle è la cottura con verdure dal sapore deciso come i peperoni. Risultano troppo mescolate ai diversi ingredienti e troppo piccole per avere sapore. Nonostante questo, pensare di averne la bocca piena e sentire quel crocchiare fra i denti non è una sensazione piacevole. 

2) Un bastoncino di liquirizia? Non proprio.

Signore e signori sua maestà, il vermone africano! Cresce nel tronco delle palme da cocco e ha ragione Bear Grylls: è fonte di proteine. Ne è talmente ricco che rappresenta uno degli ingredienti più costosi nella cucina congolese. Assurdo vero? Lo vendono nei mercati di Brazzaville, da vivo. E’ bianco e cicciotto, non un bello spettacolo. Dopo la cottura diventa nero e di forma affusolata. Di solito lo cucinano affumicato e lo abbinano ai peperoni. Don Jean Michel chiamava l’assaggio “la prova della dell’uomo vero”, ma anch’io ne sono uscita a testa alta: nel giro di due settimane ne ho mangiati sei! Ha un retrogusto di pollo, non chiedetemi il motivo. Ciancico vero? 
 
3) Carne per coraggiosi
 
Tutte le persone che mi hanno chiesto quale sia stato il cibo dal sapore più sgradevole assaggiato in Congo sono rimaste stupite. Al contrario di quanto si pensi la risposta non è stata la a) formiche e nemmeno la b) vermi. Il cibo più sgradevole è il numero 3, la scimmia. La carne di scimmia non viene venduta ovunque, si trova soltanto al mercato principale di Brazzaville. E chiaramente, non appartiene a esemplari di specie in via di estinzione. L’ho assaggiata con un po’ di dispiacere per l’animale, anche se alla fine è assurdo perché amando la natura e i suoi esseri viventi, dovrei essere dispiaciuta ogni qualvolta addento carne di cinghiale, manzo, coniglio, tacchino o pesce. Non sono certo animali di serie B. La scimmia ha un sapore tremendo e il motivo risiede nella cottura. E’ un animale selvatico e, come nel caso del cinghiale, andrebbe prima marinato. Chiaramente in Congo non praticano la marinatura perché ingredienti come il vino rosso non esistono, o meglio esistono ma vengono importati e venduti a cifre troppo alte. Immaginatevi quindi di assaggiare una carne non marinata proveniente dalla foresta africana. Un sapore troppo forte.
 
4) Ingredienti “Picchanti
 
Come ho anticipato all’inizio del post non ho potuto provare i sapori più piccanti della cucina congolese, ho lasciato il posto a Nicola. Nicola ha assaggiato il piri-piri (detto anche diavolo africano!) una varietà di peperoncino coltivata nelle piantagioni fuori dalla capitale. La reazione del nostro eroe al primo morso? Ha cominciato a lacrimare, è diventato paonazzo e gli è venuto il singhiozzo, con grande divertimento per i nostri amici congolesi! Il piri-piri si è poi diretto un’altra vittima, Giulio, nostro compagno di viaggio. Anche Giulio non smetteva più di piangere e cercava di masticare manioca o di bere per alleviare il dolore. Una comica.
Facce da Piri Piri
Il rosso è un avvertimento
I piatti “per coraggiosi” sono terminati, a breve scriverò un altro post (o magari più d’uno) sulla cucina congolese per buongustai! Nel frattempo.. buon appetito! 
 

Tutti i Commenti

  • Non so se sarei riuscita a mangiare i vermi…forse senza sapere cosa sono avrei provato ma non so. Invece il piccante quando è troppo diventa una tortura!

    Simona 7 Maggio 2014 19:47 Rispondi
  • Eheh, sono contenta di aver immortalato la faccia del nostro compagno di viaggio! Rende perfettamente l'idea della piccantezza del peperoncino, ahah!

    Viaggiare Oltre 7 Maggio 2014 21:03 Rispondi
  • mamma, davvero che coraggio! della serie paese che vai usanze che trovi! bel post complimenti!

    Andrea Pizzato 13 Maggio 2014 22:25 Rispondi
  • Grazie Andrea!

    Viaggiare Oltre 14 Maggio 2014 14:26 Rispondi
  • 😀 Oddiooo! Io non riuscirei mai a mangiare nulla!!!!
    E' divertente però scoprire i piatti delle altre culture!
    A me in Africa avevano offerto cimici caramellate 😀 E topi arrosto! Bleaah

    Il Mondo Capovolto 16 Maggio 2014 10:30 Rispondi
  • Si è divertente e alcuni sapori non sono poi così terribili da provare. Cimici caramellate e topi… carine le prime, uno snack da primo pomeriggio insomma! Babba bia XD!

    Viaggiare Oltre 16 Maggio 2014 11:12 Rispondi
  • Ho mangiato anche io vermi e cavallette in Angola, e carne di cammello in Kenya, e non erano affatto male. Anche i peperoncini, sì molto piccanti, ma era abituata all'India e quelli africani mi sono sembrati una passeggiata! In compenso ho fatto molte belle sorprese, la manioca, le farine di batata, di banane e di frutta pao, e uno stufato di pesce affumicato e verdure a Sao Tomè, il kalulu, buonissimo!!! La cucina africana è poco conosciuta ma io la trovo buonissima, al di là dei vermi o della carne di scimmia ci sono tanti ottimi piatti.

    stefia52 10 Dicembre 2020 17:03 Rispondi

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