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I Sassi di Matera | Storie e Appunti di Basilicata


“Matera è un posto difficile da descrivere. Difficile persino da fotografare. Sfugge alle definizioni, sguscia via tra uno scatto e l’altro, tra parola e parola”. 

Una riflessione di Licia Troisi che ben sentenzia e descrive l’incanto di Matera, borgo della Basilicata posto nelle vicinanze dei confini regionali pugliesi passato dall’esser additato come “vergogna nazionale” ad essere incluso nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Una storia incredibile di riscatto e valorizzazione della sua bellezza. 

Matera è forse il ritratto più esplicativo dei grandi problemi d’Italia di primo Novecento o meglio, dell’indifferenza nazionale verso quei borghi dell’Italia centro-meridionale troppo lontani per essere serviti, troppo poco importanti per essere considerati, troppo poco assistiti in piccole e grandi problematiche. Indifferenza presente ancora oggi, in diverse realtà. Matera, in particolare, divenne vittima di un grande sovraffollamento della popolazione che costrinse gli abitanti a costruire dimore in qualsiasi luogo disponibile, da depositi a cisterne. 

Nella stessa casa, una delle quali si può ancora visitare (la Casa-Cisterna), potevano convivere uomini, donne, asini, bambini e maiali. Non esisteva il senso e la cognizione di “confine igienico”, non vi era nessuna distinzione tra la latrina dell’asino, il mulino del coltivatore e il letto dove dormire. Tutto era unito in un’unica umida grotta.

 

Le precarie condizioni igieniche, unite alla forte umidità che da sempre contraddistingue i Sassi, portarono ben presto ad infezioni e malattie che decimarono la popolazione. Matera divenne così nemica e vittima di se stessa, la vergogna nazionale che uscì su tutti i quotidiani, quel paese lasciato al suo destino che per molti divenne l’emblema dell’abbandono del Sud.

I regimi che si sono succeduti nel Novecento hanno cercato man mano di contribuire alla sua riqualificazione. Si iniziò nel 1904 quando presero il via i primi regimi di risanamento dei Sassi chiudendo le fogne a cielo aperto rappresentate dai grabiglioni (torrenti che scorrevano anticamente nel centro). Durante il regime fascista vennero bonificate paludi, ristrutturate chiese e monumenti, la città venne successivamente allacciata all’acquedotto pugliese e dotata di un nuovo ospedale ma, negli anni successivi, i lasciti della seconda guerra mondiale sconvolsero nuovamente l’abitato. I materani iniziarono a fuggire dai Sassi e a costruire nuovi quartieri, fino al 1986, quando un emendamento speciale tentò di invertire la tendenza alla fuga per tentare di ripopolare gli incredibili Sassi e valorizzare nuovamente quella che è considerata la terza città più antica del mondo. Fase in corso ancora adesso e negli occhi di chi ha avviato piccole attività e botteghe all’interno dei Sassi si legge un forte desiderio di veder risplendere la città in ogni suo più piccolo angolo. Quella che oggi e dal 1993, dopo tante vicissitudini, è divenuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 

E vi consiglio di perdervi in questo patrimonio italiano: camminate lungo i magici labirinti creati da tetti, scalette, ponti e archi, scoprite i luoghi immortalati da Mel Gibson ne “La Passione di Cristo”, entrate in tutte le case aperte, le botteghe artigiane, le basiliche, i musei. Vi aspetta un mondo da scoprire. 

Cercate il piccolo Museo della raccolta delle acque di Matera che vi farà entrare nel Palombaro, l’enorme riserva idrica della città, la cisterna che conteneva l’acqua piovana e sorgiva raccolta attraverso il sistema idrico. 

La cisterna chiamata “Palombaro”
 

Entrate nella Casa-Cisterna del Sasso Caveoso e, se come noi, amate impastare e cucinare scoprite le ghiottissime leccornie proposte dalle rivendite alimentari o i piccoli tesori di artigianato locale come la bottega dei timbri del pane dove vengono creati timbri in legno con le iniziali dei vostri nomi che possono andare a marchiare il pane fatto in casa, i panettoni, le schiacciate pasquali. Iniziali incise sul momento, senza bozze e linee tracciate. 

Intaglio ad occhio, con le tracce mi sbaglio“.

Gustate i ristoranti che propongono l’ottima cucina lucana, la pasta fatta in casa, i vini della regione. No, non sono turistici i ristoranti di Matera, basta spendere qualche minuto e compiere una minuziosa ricerca. Un indirizzo ve lo abbiamo segnalato nel nostro racconto su Puglia e Basilicata in camper
Insomma, visitate Matera in ogni angolo e cercate di conoscere ogni pezzetto della sua incredibile storia. La curiosità è cibo e benzina per la mente, così come il partire e l’esplorare nuovi mondi. 

Buon viaggio.
 

 

Tutti i Commenti

  • Come sempre confezioni dei post bellissimi, ma questo è uno di quelli che mi è piaciuto di più… già è parecchio tempo che desidero andare a Matera, dopo aver letto queste righe mi hai fatto venire voglia di partire subito!

    Nat 3 Ottobre 2017 15:01 Rispondi
  • Che spettacolo!Devo riuscire ad andarci prima o poi :9

    Unknown 3 Ottobre 2017 15:01 Rispondi
  • Bella Matera sono passata vicina ma non sono riuscita a fermarmi. Buona serata.

    edvige 4 Ottobre 2017 9:05 Rispondi
  • Grazie Edvige, buona serata a te ♡

    Viaggiare Oltre 6 Ottobre 2017 17:44 Rispondi
  • Grazie di cuore per i complimenti, non sai quanto mi faccia piacere leggere le tue parole ♡ ! Matera è una destinazione incredibile, parti subito e corri ad ammirarla! Un abbraccio

    Viaggiare Oltre 6 Ottobre 2017 17:47 Rispondi
  • Parti senza indugi, ti auguro di visitarla al più presto!

    Viaggiare Oltre 6 Ottobre 2017 17:48 Rispondi
  • Ci sono stata due anni fa e davvero sono rimasta senza parole. tanti mi avevano detto è stupenda ma finchè non sei li non puoi capire. Un luogo completamente diverso da ogni altro posto avessi mai vistato, con un'atmosfera unica, indescrivibile.

    elenuccia 7 Ottobre 2017 12:30 Rispondi
  • Concordo, dal vivo (soprattutto di notte) è magica!

    Viaggiare Oltre 7 Ottobre 2017 16:04 Rispondi

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