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Latte crudo e fiducia a Santillana del Mar

In tutto il mondo esistono località che parlano da sole e arrivano al cuore con un flash immediato ma se sono piccole la loro voce può essere flebile, il loro canto un sussurro. Bisogna tendere l’orecchio per udire quel suono disturbato dal grande e immediato, da ciò che appaga i sensi e salta subito all’occhio. Se ripenso al viaggio in Spagna del nord e Portogallo riemerge un turbinio di immagini: i fuochi d’artificio di Santiago de Compostela, così unici e appaganti, il fascino di una scalinata sull’oceano, la bellezza di Nazaré, gli azulejos di Porto… ma in tutto questo dove finisce la piccola Santillana del Mar e il suo bicchiere di latte crudo? 

La città cantabrica delle “tre bugie”: non è santa (Sant), non è piatta (llana) e non affaccia sul mare (del Mar). Fin dai primi passi ho capito che questo borgo medievale affacciato sul Cammino di Santiago doveva comunicarmi qualcosa, ma non sapevo ancora decifrarlo. Perché sono qui? Mura antiche, asini in piccoli Eden, personaggi fiabeschi per le strade. 

Ho cominciato a fotografare, tutto prendeva significato. La gioia di un asino nel rotolarsi nella terra ruvida, galline felici, un antico lavatoio, scritte ben auguranti lasciate al di fuori dei negozi, un signore intento a fotografare con un macchinario del passato. Sembrava un rebus, un messaggio da decifrare.

“Accidenti, è talmente poetico questo posto… mi sembra di rubargli l’anima ad ogni scatto”.

Il canto di Santillana del Mar mi ha raggiunto otto mesi dopo, nel 2020, in giorni dettati dalla tragica diffusione del coronavirus in Italia e nel mondo. Santillana è condivisione, inclusione, solidarietà, risplende dello spirito comunitario dei pellegrini in viaggio verso la Cattedrale di San Giacomo… o verso altri confini. A Santillana si incontrano svariate genti, si tende la mano afferrando un aperitivo condiviso o un freddo vaso de leche cantabrico (bicchiere di latte crudo locale), rimettendoci con fiducia nelle mani e nella cura di chi lo propone. Che sia un bicchiere di latte crudo in un bar o un letto a castello in un dormitorio condiviso.

Scontato ieri, vero? Sedersi in bar, aeroporti, treni senza preoccuparsi di virus e batteri, viaggiare gomito a gomito per ore vista finestrino o corridoio, condividendo braccioli e ossigeno. Adesso non è più cosi scontato. La diffusione del coronavirus è implacabile e ci ha costretto a reagire drasticamente. L’Italia è ferma da due giorni e, chiusi nelle nostre case, ci chiediamo quando sarà nuovamente possibile tornare a muoversi con tranquillità, senza pensare alla vicinanza e al contatto fisico con gli altri con apprensione e paura. Abbracciarsi e godere della compagnia di persone e amici cari senza timori, sedersi in aereo gomito a gomito con sconosciuti, senza ripensamenti. Quanto mi divertii a parlare con quella signora americana in viaggio verso New York… a venti centimetri di distanza l’una dall’altra, forse meno. 

Lo scenario odierno è sinistro e apocalittico ma nelle ultime ore il bene, la solidarietà, l’attenzione verso il prossimo si sono sparsi ovunque lungo le regioni italiane. Un dramma che ci sta unendo oltre ogni immaginazione. I canti sul balcone delle vie di Roma e Napoli, gli arcobaleni benauguranti “andrà tutto bene” (o “tutto andrà bene”, siamo ancora indecisi) appesi ovunque,  i giovani che aiutano i vicini a fare la spesa e l’incredibile lavoro di medici e infermieri armati e sul fronte. Perché di una guerra si tratta. E non ne usciremo presto. Andrà tutto bene, lo scrivo qui anche io. 

Perché l’Italia è una grande nazione, normalmente pigra e scanzonata ma, se armata di una grande forza di volontà, può viaggiare oltre ogni confine. Continuiamo a seguire le disposizioni delle autorità e non perdiamo fiducia, ognuno di noi è capace di far miracoli, anche solo trasmettendo il senso di dovere e le regole che dobbiamo scrupolosamente seguire. Uniti più che mai, mano nella mano… in senso metaforico si intende, almeno per il momento. 

Pellegrini sorpresi dal temporale ma uniti e in viaggio verso la libertà. 

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Spagna

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