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Manicomio di Volterra: in punta di piedi nel regno dei Matti

Manicomio di Volterra

Incorniciati dalle fronde degli alberi, seminascosti al resto del mondo, compaiono gli edifici dell’ex Manicomio di Volterra, struttura psichiatrica situata nell’omonimo Comune in Provincia di Pisa. 

Manicomio di Volterra

Edifici in rovina segnati da un decadente splendore, alcuni di questi ricoperti da una fitta vegetazione che lascia filtrare pochi e titubanti raggi di sole. Partecipando ad una visita guidata, curata dall’associazione “I luoghi dell’abbandono”, siamo entrati in punta di piedi in questo mondo dimenticato. Un manicomio sorto nell’ultimo decennio dell’Ottocento che ha rappresentato uno spaccato di storia importante per il territorio della Val di Cecina.  

Manicomio di Volterra

Le strutture del Manicomio di Volterra contengono un interessante museo, un cimitero e i vari reparti disseminati sulle colline. Non tutti i reparti risultano di facile accesso ma salendo su sedie o scalette di fortuna, si riescono a superare muretti e recinzioni. Quello a cui ci si trova di fronte, varcate le soglie d’ingresso è un mastodontico teatro dell’assurdo. Tetti pericolanti e in parte distrutti, murales che raccontano i matti, corridoi oscuri, pavimenti che annaspano sotto a un incredibile quantitativo di tegole, rami, porte, mattoni, vecchi giornali, detriti. Un suolo caotico e instabile che ben si sposa con le menti irrequiete dei pazienti che hanno abitato e percorso queste ale. 

Manicomio di Volterra
Manicomio di Volterra
Manicomio di Volterra
Manicomio di Volterra

Il manicomio ha attraversato quasi cento anni di storia italiana, resistendo ai due conflitti mondiali, ampliandosi al ritmo delle sempre più numerose richieste di degenza. Tra i vari consigli direttivi che hanno guidato e mandato avanti la struttura, merita una menzione la direzione di Luigi Scabia (1900-1934), che apportò notevoli benefici e cambiamenti a edifici e pazienti in cura. Scabia sostenne e incoraggiò in tutti i modi possibili la pratica dell’ergoterapia, ovvero la possibilità di curare le malattie mentali attraverso lo svolgimento di attività ludico-creative-lavorative, contenendo l’uso di sedativi e i mezzi di contenzione forzata ai soli casi irrecuperabili, ai soli pazienti pericolosi per se stessi e per gli altri. 

Manicomio di Volterra
Camicie di forza contenute nel Museo del Manicomio

  
Scabia fu un personaggio molto amato e portò avanti la direzione dell’ospedale psichiatrico fino alla sua morte, avvenuta nel 1934. Come ultimo tributo alla sua vita trascorsa dalla parte non sensata del mondo, decise di farsi seppellire nel Cimitero dei Matti, piccolo appezzamento di terra dove venivano sepolti i pazienti non reclamati dalle famiglie. Con la morte di Scabia, le condizioni dell’ospedale mutarono: si inasprirono le misure detentive, aumentarono le violenze, i mezzi di contenzione forzata dei pazienti cominciarono ad essere utilizzati senza troppi pensieri e premure. 

Manicomio di Volterra
Manicomio di Volterra

In questi anni di follia, non tutti i matti (o presunti tali) vissero nei meandri dell’ospedale in silenzio, senza emergere o far rumore. Il Manicomio rappresentò, infatti, la dimora di un personaggio molto particolare: Oreste Fernando Nannetti. 

Nanof o NOF4, per gli amici. Rinchiuso nel Manicomio nel 1958, con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale, trascorse tutte le sue ore d’aria a comporre un enorme graffito sulla parete del suo reparto. Chiuso in un totale mutismo. Per anni interi. Con l’appellativo di Nanof o NOF4, utilizzava la parete come mezzo di comunicazione con il mondo, incidendo lettere e disegni con la fibbia della sua divisa. I graffiti seguivano una procedura ben precisa: in primo luogo, Nanof incideva con la fibbia un rettangolo, dopodiché riempiva lo spazio vuoto con le sue elucubrazioni. 

Manicomio di Volterra

Sono rimasta diversi minuti a contemplare quel libro di pietra, cercando di carpire il significato di quei graffiti così (dis)ordinati. Mi sono stupita nel trovare frasi di senso compiuto, descrizioni di sé così folli, l’astronautico ingegnere minerario del sistema mentale“, ma al tempo stesso (quasi) riconducibili ad una mente superiore.

Manicomio di Volterra
L’elemento umano si allunga e si accorcia… riuscite a leggerlo?


Considerando la violenza odierna, i femminicidi, gli attentati terroristici con persone che sparano o si lasciano esplodere sulla folla, forse siamo noi i folli caro Nannetti, siamo noi la parte non sensata del mondo, gli esseri inferiori che non riescono ad evolvere. 

I graffiti di Nannetti sono considerati patrimonio mondiale dell’Art Brut e se siete rimasti affascinati dalla sua storia, vi segnalo un libro che raccoglie tutte le testimonianze e i racconti del matto: N.O.F. 4 Il libro della Vita

Manicomio di Volterra

Termino il racconto sul Manicomio di Volterra con un piccolo mistero: non sono nuove le storie di fantasmi che infestano il manicomio e, pur non considerandole veritiere (i fantasmi in un manicomio sono troppo scontati, eddai!) nel corso della giornata è accaduto un fatto strano. Assieme alle normali foto scattate nell’arco intero della giornata, abbiamo trovato queste.

Manicomio di Volterra
Manicomio di Volterra

Tranquilli, la strana presenza nella prima foto non è un fantasma azzoppato ma una persona in carne e ossa con in mano una borsa e la ragazza ferma al centro (non si sa bene a far cosa… considerato il raffreddore di quella domenica stavo cercando fazzoletti in tasca!) sono io e sulle spalle ho uno zainetto… ma quel grumo scintillante? A quanto pare mi ha seguito anche nell’altra stanza. 

Eri tu Nannetti? Sei venuto a trovarmi dalla Luna? Spero di sì. 



da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/morte/frase-30528?f=w:148>

Tutti i Commenti

  • Un magnifico post Elena buon anno!

    Un'arbanella di basilico 4 Gennaio 2017 23:49 Rispondi
  • Interessante di matti… ne sappiamo qualcosa a Trieste con il famoso dr. Basaglia. Info forti grazie. Buon proseguimento che I desideri si avverano e tanta salute. Ciao bacioni 😚

    edvige 6 Gennaio 2017 16:58 Rispondi
  • Grazie carissima, buon anno a te! 😘

    Viaggiare Oltre 6 Gennaio 2017 17:49 Rispondi
  • Hihi, anche a Livorno siamo ben forniti 😂! Grazie degli auguri Edvige, buon anno!!

    Viaggiare Oltre 6 Gennaio 2017 17:51 Rispondi
  • davvero interessanti questi posti, hanno un fascino tutto particolare. ottimo post! buona domenica, ciao Andrea

    Andrea Pizzato 16 Gennaio 2017 15:11 Rispondi
  • Grazie Andrea, sono luoghi che non devono essere dimenticati.

    Viaggiare Oltre 17 Gennaio 2017 17:52 Rispondi
  • Caspita ma che bel blog che hai!!!! E poi bella la sezione sulla Toscana, io vivo a Chianciano e mi piace scoprire i miei dintorni anche attraverso i tuoi racconti! Un abbraccio 🙂

    Antro Alchimista 20 Gennaio 2017 9:39 Rispondi
  • Grazie di cuore per i complimenti! Viaggiare nella propria regione serve a scoprire le meraviglie che ci circondano! Buon fine settimana <3

    Viaggiare Oltre 20 Gennaio 2017 12:21 Rispondi
  • Mooolto interessante!! Il 5 marzo se tutto va bene andrò anche io al Manicomio di Volterra con una visita guidata e non vedo l'ora, mi affascina tantissimo questo posto!
    Inquietanti le foto finali, chissà che cos'era quel baluginio!

    Diletta - Sempre in Partenza 22 Febbraio 2017 23:45 Rispondi
  • Ti auguro di visitarlo al più presto!
    Un abbraccio <3 <3 <3

    Viaggiare Oltre 27 Febbraio 2017 15:59 Rispondi

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