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Marocco in auto: viaggio da Marrakech al Sahara

Ci vogliono tre ore e mezza di volo per arrivare in Marocco e un viaggio in questo Paese vola come il vento. Sono molte le meraviglie che si celano all’interno e al di fuori delle mete più consolidate del territorio. Rileggendo i post che ho dedicato a questa terra (il resoconto su Marrakech, il soggiorno sulla spiaggia e nella Medina di Essaouira, la visita alle incisioni rupestri di Ait Ouaazik e infine le notti nel Deserto del Saharami sono resa conto che ho parlato dell’itinerario sempre “a pezzi”, senza mai descriverlo nella sua interezza. In realtà il viaggio in Marocco è stato un itinerario più che avventuroso svoltosi con il mezzo che, da sempre, rientra in cima alle nostre preferenze: l’auto. La libertà di fermarsi dove si vuole e la possibilità di poter toccare con mano la vita più autentica che scorre al di fuori dalle destinazioni più note sono doni impagabili. 

Siamo atterrati a Marrakech in un assolato pomeriggio di settembre, anche se la Città Rossa non è stata la prima immediata meta di viaggio. Mentre programmavamo l’itinerario in macchina abbiamo difatti riscontrato una noia. Essaouira, il borgo di pescatori affacciato sull’Atlantico, rappresentava l’unica meta a ovest nel nostro tragitto e, per non complicarci il viaggio, abbiamo deciso di visitarla per prima, per poi tornare a est e proseguire solo in quella direzione. Un trucco che consiglio anche “a posteriori” dato che, oltre a evitare complicazioni e ripetizioni di percorsi, permette anche di prendere confidenza con l’eventuale mezzo noleggiato: la strada verso Essaouira è infatti pressoché libera e dritta. Arrivati sulla Costa Atlantica visiteremo la Medina con le case intonacate di bianco, il porto e le sue rinomate spiagge frequentate e amate dai surfisti.

Non mi dilungherò nel parlare della Città Bianca, le ho già dedicato il suo spazio in un post precedente. Vi racconterò piuttosto di un’esperienza avuta sulla via del ritorno, fra Essaouira e Marrakech. Lungo questa strada sono presenti alcune cooperative femminili che producono olio di Argan, utilizzato come condimento alimentare e segreto di bellezza delle donne marocchine. L’argan è uno dei prodotti più versatili nel mercato del Marocco e queste cooperative vendono un insieme di creme e maschere fabbricate dalle noci e da altre parti preziose dell’albero. Oltre che visitare le cooperative, vi suggerisco di aguzzare la vista lungo la strada e osservare gli alberi: le capre allevate nei dintorni infatti non disdegnano le foglie di argan e, pur di cibarsene, arrivano ad arrampicarsi sui rami più alti. 

Accendendo di nuovo il motore, la strada scorre fino a Marrakech. Una città incredibile. Brulicante di vita, ricca di profumi, colori, strade labirintiche e souk senza fine. Nei souk le piramidi di spezie, i tappeti, le tazzine di ogni colore e dimensione, le borse e le vesti appese incitano a trascorrere una giornata a contrattare e far affari. Le strade della città portano inoltre a sontuosi giardini, alla Medersa Ben Youssef e ad altre attrattive descritte nel post più specifico.


Terminato il soggiorno nella Città Rossa ritiriamo la macchina da un autonoleggio locale. Volevamo un 4×4 a un prezzo ragionevole, ma, contattando autonoleggi “noti a livello internazionale” ci è preso un colpo nel leggere le loro tariffe. Per risparmiare sul prezzo dell’auto consigliamo quindi di lasciarli perdere e di spostare l’attenzione verso un’azienda del posto. Quella che vi consigliamo è KatCar. Ottimo autonoleggio, con contratti scritti in inglese, controfirmati e in regola. Lasciamo quindi Marrakech e cominciamo a salire per l’Alto Atlante, una catena montuosa che si estende dall’Atlantico all’Algeria e che conduce nei territori più autentici della regione grazie al Passo del Tizi-N-Tichka. Le vedute spaziano su altopiani desertici, villaggi in argilla, wadi (fiumi) in secca nelle valli, cittadelle fortificate. Il vero Marocco, dove i berberi vivono ancora seguendo il ciclo delle stagioni e il lavoro nei campi. 

Il Passo conduce inoltre a Ait Benhaddou, splendida kasbah in argilla appoggiata su una collina di arenaria rossa. Inclusa dall’Unesco fra i siti Patrimonio dell’Umanità, è oggi popolata da poco più di dieci famiglie ed è possibile visitarla senza guida. A lei siamo arrivati dando un passaggio in auto a un fabbricante di tappeti. Sulle strade del Marocco vedrete molte persone alzare il pollice a bordo strada. In linea generale vi sconsiglio di caricare sconosciuti, noi lo abbiamo fatto per testare il 4×4 su terreno accidentato e quindi per servirci di una persona locale in grado di segnalare i sentieri migliori

Salutando il nostro amico (l’esperienza che ci ha regalato vogliamo tenerla per noi) siamo giunti a Taouirirt, un villaggio fortificato le cui mura sono costruite con un miscuglio di paglia e acqua che le rende stabili ancora oggi. Era l’antica dimora del califfo di Marrakech che viveva qui con mogli e concubine. Ha un’unica pecca: va visitato con una guida perchè è frequentato da persone poco raccomandabili e venditori troppo insistenti. Noi abbiamo percorso i suoi vicoli con Mohamed, receptionist del Dar Kamar, riad dove abbiamo soggiornato e che raccomandiamo caldamente. 

(Nido di cicogne alla kasbah di Taourirt. Le coppie di volatili lo scelgono da più di 35 anni!)

Oltre ad accoglierci, Mohamed ci ha regalato un’esperienza da ricordare portandoci in un vero hammam cittadino. Il riad stesso possedeva un hammam ma, come tutti quelli presenti nelle strutture ricettive, è uno specchietto per le allodole. Varcato l’ingresso nell’ala femminile, una donna di una discreta stazza mi ha letteralmente presa per il braccio e portata all’interno. Con non troppa delicatezza mi ha fatto sedere a terra sul pavimento in marmo (sulla pulizia del pavimento meglio sorvolare) e, cingendomi con le gambe, mi ha dapprima insaponata e successivamente “scrubbata” con guanto e sabon baldi, un sapone grasso e nero ricavato dall’olio d’oliva. Il guanto aveva delle setole molto dure e se la donna era partita con l’intenzione di togliere il primo strato di cellule morte è riuscita nell’intento e ha “viaggiato oltre”. Nicola invece ha accettato il massaggio berbero che non corrisponde a quello della ragazza sdraiata sul lettino con l’olio sulla schiena e il fiore tra i capelli. E’ stato spiegazzato a mo’ di bulgaro in tutte le posizioni ma me l’hanno ridato indietro. Non posso lamentarmi.  

 

Tutti i Commenti

  • Che meraviglia! Il Marocco è da sempre nella mia whishlist e questo resoconto mi fa venire ancora più voglia di visitarlo 🙂
    A presto, un bacione!

    Anonimo 28 Luglio 2014 14:45
  • poche nazioni hanno colori così forti come in marocco! un viaggio bellissimo, grazie per averlo condiviso 🙂

    Andrea Pizzato 28 Luglio 2014 20:37
  • Sono d'accordo con te. Non sai che nostalgia mi è venuta nello scriverne il resoconto!!

    Viaggiare Oltre 29 Luglio 2014 16:35
  • Per info e consigli sono sempre disponibile, fammi sapere ^^ !

    Viaggiare Oltre 29 Luglio 2014 16:38
  • Molto affascinante. Non so se faccia per me questo tipo di viaggio.

    Un abbraccio

    Kylie 30 Luglio 2014 17:13