Marocco on the road | #appuntidistrada

Continuano gli #appuntidistrada, rubrica creata su Viaggiare Oltre ed Instagram per raccontare gli attimi più preziosi vissuti lungo gli itinerari stradali. Attimi che nascono grazie a cambi di direzione, gesti ed incontri casuali che stravolgono le aspettative di viaggio e creano nuove memorie. Stavolta tocca al Marocco, alla gentilezza delle sue genti, alla fiera e radicata cultura araba dell’entroterra che vuol rimanere lontana da paradossi e ammodernamenti delle città imperiali. 

Le miniere di Ahmed

Come non raccontarvi di Ahmed, uomo di fiducia dell’Ouzina Rimal (rifugio nel deserto a pochi passi dal confine algerino) che ci ha scortato negli off road più difficili, nei tratti sabbiosi che separavano le dune di Merzouga dal deserto più selvaggio e autentico dell’Erg Ouzina. Giunti a destinazione, in attesa di altri fuoristrada che l’avrebbero ricondotto a casa, ci ha raccontato la sua vita di duro lavoro e sacrificio nelle pericolosissime miniere di carbone che circondano la zona di Jerada. 

Per 30 anni della sua vita si è calato nei sotterranei, strisciando in buchi di 40 centimetri a 30-40 metri di profondità, senza protezioni, senza illuminazione, sfidando la morte giorno dopo giorno, anno dopo anno. Essendo consapevole dei rischi derivanti dal suo lavoro, nel tempo libero cercava di studiare le lingue straniere e di accompagnare i turisti lungo le dune, fino a quando è stato in grado di contare solo sulle entrate derivanti da tour guidati e mance dei viaggiatori per mantenere se stesso e la sua famiglia. E le dorate dune dell’Erg Ouzina hanno atteso la sua partenza prima di essere percorse: certo, erano là, ma avevano perso importanza.

 

Mohamed 
Parte integrante del viaggio in Marocco sono stati gli incontri con le persone del posto e, oltre ad Ahmed, è doveroso parlare anche di Mohamed! Giovane receptionist del Dar Kamar (riad situato a Taourirt, Ouarzazate), ci ha colpito fin da subito per la sua estrema simpatia e per la grande curiosità che aveva nei confronti del nostro tragitto. Uscivamo tutte le sere assieme a lui e, oltre ad aver trascorso dei momenti indimenticabili a ridere e scherzare, ci ha modificato le ultime tappe del viaggio per far sì che visitassimo questo posto. 
Un paradiso situato ad Agdz, nelle valle del Fiume Draa. Non avevamo preventivato una sosta da quelle parti ma non appena abbiamo posato lo sguardo sulle immagini di questa oasi immersa nel verde abbiamo modificato il tragitto senza la minima esitazione. Per poche decine di euro, abbiamo cenato al chiaro di luna, dormito in un bungalow multicolore e siamo riusciti anche a tuffarci nelle acque incontaminate del fiume. 
 
Viaggi e miraggi
 
Gli ultimi appunti di strada li dedico ai paesaggi, ai piccoli villaggi costruiti con fango, fieno e argilla ai lati della strada, a chi ha arricchito con la sua presenza una semplice striscia d’asfalto.




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