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Museo delle navi antiche di Pisa: il tesoro degli Arsenali Medicei

Oltre la Torre Pendente, oltre Piazza dei Miracoli e Piazza dei Cavalieri. La Pisa che non ti aspetti è custodita tra le mura degli Arsenali Medicei e narra la storia del ritrovamento di trenta navi antiche di epoca romana in un’area archeologica scoperta nei pressi di una ferrovia. Lo scorso weekend, assieme ad altri travel blogger, abbiamo raggiunto la città di Pisa e nell’ambito di un progetto patrocinato dal Comune di Pisa abbiamo scoperto una prospettiva più insolita della città, visitando il nuovo Camminamento sulle mura urbane (di cui parleremo in un successivo post) e gli Arsenali Medicei che contengono il cantiere di allestimento del Museo delle Navi Antiche. 

Gli Arsenali Medicei sono un insieme di edifici cinquecenteschi voluti da Cosimo I de’ Medici per realizzare le galee (tipiche imbarcazioni commerciali dell’epoca) molto richieste nel XVI secolo per gestire e incrementare trasporti e commerci. A seguito del trasferimento della fabbrica presso il Porto di Livorno, i locali vennero riconvertiti in scuderie sino ad arrivare ad oggi dove, vuoi per ironia della sorte, sono più o meno tornati all’originale destinazione d’uso. 

Gli Arsenali situati a pochissima distanza dal Fortilizio della Cittadella di Pisa custodiscono uno dei più grandi ritrovamenti territoriali degli ultimi decenni: trenta navi romane scoperte nei pressi di San Rossore con il loro carico di anfore e strumenti di bordo. Per raccontarvi la storia dobbiamo tornare al 1998 e spostarci a poca distanza da Pisa, nei pressi della stazione di San Rossore, dove nel corso di alcuni lavori di manutenzione ferroviaria cominciarono a riaffiorare resti di legni e oggetti datati che attirarono fin da subito l’interesse di un gruppo di archeologi. 

Continuando a scavare e rimuovendo con cura sedimenti di terra e fanghi argillosi sono tornate alla luce trenta navi romane. Si scoprirà inoltre che la zona non era altro che la vecchia ansa del fiume Serchio (anticamente chiamato Auser) e che parte delle imbarcazioni naufragarono a seguito di una violenta piena avvenuta circa duemila anni fa. L’assenza di ossigeno sotto le numerose stratificazioni di argilla ha permesso un’ottimale conservazione e grazie a questi ritrovamenti è stato possibile ricostruire preziosi frammenti di storia e accedere ad una incredibile quantità di informazioni sul tipo di navigazione effettuata e sui materiali trasportati. 

Il ritrovamento di ossa equine attorno ad uno scafo conferma ad esempio che la navigazione fluviale dell’epoca avveniva grazie a coppie di cavalli che, dalle sponde del fiume, trainavano le galee sino all’approdo designato per sbarcare il carico. Non solo: anche il carico di bordo e i contenuti delle anfore raccontano credenze, usi e costumi ma sebbene siano molto curiosi ed interessanti da scoprire preferisco non raccontarli sul blog per non rovinarvi l’esperienza di visita. 

La nave soprannominata “Poderosa”, interamente costruita in legno di quercia

I preziosi resti delle imbarcazioni sono stati dunque restaurati, trasportati nella città di Pisa e riassemblati pezzo dopo pezzo all’interno degli Arsenali Medicei dove godono di una nuova vita. Troviamo imbarcazioni interamente costruite in legno di quercia come “La Poderosa”, troviamo galee che conservano ancora le bitte di ormeggio sino ad arrivare ad una nave di duemila anni fa (Nave C) che ha incredibilmente lasciato ai successori il suo nome, inciso su una delle panche di manovra: Alkedo (gabbiano). Nel Museo delle navi antiche si rimane catturati dalla storia, si cammina avvolti da odori di legno e resina, odori di un lavoro di riassemblaggio fatto con meticolosità e passione. La stessa che traspare dalle parole di Alessandro Filippi, archeologo che ci ha fatto da guida all’interno degli Arsenali spiegandoci con grande entusiasmo e competenza la storia di questo incredibile ritrovamento. 

L’entrata al Museo delle navi antiche, al momento, è solo su prenotazione e si può accedere singolarmente o in gruppi. Per contattare gli Arsenali, chiamate il numero 055-5520407 o consultate il sito internet Museo delle Navi Antiche

Categorie Articolo:
Idee weekend in Italia · Mete Toscana

Tutti i Commenti

  • Nel futuro spero che su esempio di musei navali tipo il whasa a Stoccolma si producano dei piani descrittivi che possano essere usati per modellismo navale perché quest'arte e una possibilità ulteriore di formazione culturale e didattica

    Unknown 3 Marzo 2020 19:10 Rispondi

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