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New Orleans: vi racconto la città dell’uragano Katrina

Era il 28 agosto 2005 e New Orleans balzò alle cronache come vittima dell’uragano Katrina, una tempesta tropicale di categoria 5, contrassegnata come una delle più devastanti degli ultimi decenni. 

 
 
In Italia conoscevamo ben poco della città del jazz. Surclassata da New York, San Francisco e dalle altre big cities americane, non sapevamo neanche localizzarla con esattezza sulla mappa. La posizione certamente non aiuta, dato che è in Louisiana (a sud), affacciata sul Golfo del Messico e quindi lontana dai normali circuiti turistici dove transitano gli italiani in viaggio negli States. A otto anni di distanza, New Orleans è stata in gran parte ricostruita e vista la sua bellezza e unicità abbiamo deciso di includerla nel nostro itinerario negli Usa coast to coast. E’ stata la città dove ci siamo spinti più a sud e una volta scesa dal minivan ho capito perchè venga spesso definita “l’anima calda e nera d’America”. E’ calda per il suo clima caldo-umido quasi tropicale, è nera perchè popolata in discreta parte dai discendenti degli schiavi africani portati dai francesi nel tardo Settecento. Risente della posizione nel Golfo del Messico e della presenza del fiume Mississippi. Le case colorate, i balconi traboccanti di fiori, i banani in pieno centro, la fitta vegetazione fuori dalla città e lungo il fiume danno la sensazione di aver cambiato continente.
   

diario di viaggio coast to coast usa

E il clima, la sua storia intrecciata con gli uragani, il fatto di essere la città con il più alto tasso di omicidi in America, le storie di rapimenti le donano un’atmosfera particolare, quasi da città maledetta. New Orleans nei secoli passati è stata uno dei punti di snodo nelle rotte del commercio degli schiavi africani. Schiavi che poi sono finiti a lavorare nelle piantagioni di cotone sparse lungo il fiume Mississippi, altro elemento caratterizzante della città. La città ha subìto dominazioni francesi e spagnole e il risultato è stato un crocevia di culture che ha trasformato e arricchito la sua immagine. E’ stata la patria della musica jazz americana, nelle vie del French Quarter hanno sfilato e suonato tutti i maggiori rappresentanti del genere e si respira ancora quell’atmosfera. Nonostante si chiami quartiere “francese”, l’architettura di questa parte storica della città è espressione di quel miscuglio di culture e razze di cui vi ho parlato: americana, francese, spagnola, creola, inglese. Negozi, patii, balconi in ferro battuto, angoli suggestivi. Vi perderete per ore.

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Le vie principali sono Royal e Bourbon Street, vive e animate a tutte le ore della giornata. E quando si parla di multiculturalità a New Orleans si include anche la sfera delle credenze sociali. Gli schiavi deportati in America, infatti, non portarono soltanto manodopera nel Nuovo Continente ma anche tutto quell’insieme di credenze che fanno parte dei loro credo mistico-religiosi. A Bourbon Street ad esempio troverete Marie Laveau’s House, un negozio dedicato a statuine, amuleti e candele utilizzati nei riti voodoo. La stessa New Orleans viene definita da molti come la capitale del voodoo in America. Vicino al Louis Armstrong’s Park si trova anche il Voodoo Spiritual Temple, un tempio dove la sarcerdotessa Miriam si dedica al culto della spiritualità attraverso erbe e arti magiche. Il voodoo è una pratica sconosciuta ai più che, a quanto sembra, non include solo “pratiche maligne”. Viene utilizzata nella benedizione dei matrimoni e, in Louisiana in particolare, come rito di benedizione verso il fiume Mississippi e come aiuto e protezione spirituale contro gli uragani. Nelle vicinanze del tempio voodoo si trova anche Congo Square, la sola piazza dove i neri potevano riunirsi ai tempi della schiavitù.
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New Orleans: Congo Square
 
Tornando ad ambiti “terreni”, il miscuglio di razze e tradizioni ha influenzato anche la cucina della regione. Un piatto celebre di New Orleans, diffuso in tutta la Louisiana, è senza dubbio la Jambalaya, una sorta di panzanella piccante con riso, pollo, gamberi, fagioli e ogni sorta di verdura. Un altro prodotto tipico sono i gamberi rossi della Louisiana e il granchio da gustare fritto o stufato. La cucina di New Orleans è costituita da prodotti freschi di mare e di fiume. Datevi alla pazza gioia. A distanza di due mesi dal nostro viaggio coast to coast negli Usa, possiamo affermare tranquillamente che, fra tutti gli stati americani visitatiLouisiana e California detengono la pole position culinaria. 
Cosa vedere a New Orleans
Originalità, ottima cucina e musica. Suonatori di chitarra, di sax, ballerini di tip tap, artisti di strada. Le jazz session a cielo aperto sono concentrate perlopiù nella zona compresa fra Charters St. e Jackson Square ma gli stessi locali di Bourbon Street offrono concerti a tutte le ore. Un’altra attività da svolgere a New Orleans è un giro verso la moonwalk, la passeggiata a ridosso del Mississippi e eventualmente (dato il prezzo) una mini crociera sul battello a vapore dove vi verranno mostrate le vie del commercio fluviale e l’aspetto più industriale della città. Meglio se organizzata nel tardo pomeriggio, con cena a bordo al tramonto. Accompagnata da musica jazz, ovviamente. 
Cosa vedere a New Orleans

 

 

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