fbpx

Onsen in Giappone: un bagno nei riti d’Oriente

Autunno. Voglia di maglioni caldi, di passeggiate su cumuli di foglie, di ultime fughe in borghi e stabilimenti termali per rilassarsi prima dell’arrivo della stagione fredda. Mi sembra un momento ideale per parlarvi della nostra esperienza in un onsen giapponese, tipica stazione termale il cui nome può indicare sia una semplice sorgente di acqua calda sia una struttura alberghiera come un ryokan dotata di bagni pubblici o privati. 

Ci siamo regalati questa esperienza dopo frenetiche giornate trascorse a Tokyo, dopo grandi corse nella grande capitale del Sol Levante. 

Il primo e gradito compagno di viaggio unitosi all’avventura è stato il fresco. Per raggiungere gli onsen, generalmente, si sale di quota in località di montagna, anche se è possibile trovarne diversi sparsi lungo la costa e nelle grandi città. La seconda sorpresa è stato il cambio di paesaggio. Siamo passati da metropolitane, macchine, sfreccianti motorini e vertiginosi grattacieli a monti, alberi, stradine, ruscelli, silenziosi giardini e paesini incantevoli. 

Per rimanere in linea con l’itinerario di viaggio e poter aggiungere la visita al parco delle scimmie di Jigokudani, abbiamo raggiunto la prefettura di Nagano e in particolar modo Yamanouchi, regalandoci una giornata e una notte al Yudanaka Tawaraya Ryokan, albergo in stile giapponese dotato di onsen all’aperto (rotenburo) disponibile per bagni sia pubblici che privati. Un ryokan che non possiamo far altro che raccomandare con personale gentile, camere con morbidi futon, dolcetti di riso, té di benvenuto.

Per dare un tocco di romanticismo al viaggio, abbiamo scelto l’onsen privato, optando per una sessione di 30 minuti in una vasca di acqua bollente all’aperto tutta per noi. 

Le vasche degli onsen sono solitamente costruite con pietre e materiali naturali ed è un piacere immergersi anche solo per camminare e poggiare i piedi su sassi liscissimi e levigati, prestando attenzione a non scivolare. L’acqua è bollente, caldissima, con temperature che oscillano tra i 38° e i 42° gradi ma prima di entrare in vasca occorre osservare delle regole. 

Il bagno in un onsen è un rito dove ci si riempie di cure e attenzioni ma per non urtare la sensibilità giapponese al rispetto delle regole occorre seguire determinati comportamenti. 

1) Nel bagno pubblico (diviso per uomini e donne) si entra nudi, senza costume. Nessuno soppeserà il momento, nessuno si soffermerà a guardarvi. Risulterete molto più strani in costume visto che entrare in vasca vestiti è vietato per motivi igienici. 

2) Prima di entrare in acqua ci si lava con cura alle apposite postazioni (poste in genere negli spogliatoi) dotate di doccia, sgabello e bacinella. Le donne che, come me, portano i capelli lunghi li devono legare in uno chignon. 

3) Nell’onsen si può portare un piccolo asciugamano, utile a coprire le parti intime quando si esce dall’acqua. L’asciugamano grande si utilizza soltanto alla fine ed è buona norma asciugarsi il più possibile per non arrivare gocciolanti negli spogliatoi.

4) Dopo il bagno nell’onsen molti giapponesi ritengono che non occorra sciacquarsi ma che anzi, lavandosi nuovamente, si perdano i benefici delle acque termali.

Prima di proseguire nel racconto, apro una parentesi sul punto numero 2, dedicata soprattutto a chi, come me, appartiene al genere femminile. Per me le postazioni dedicate al lavaggio hanno rappresentato un ulteriore momento di relax. Al ryokan dove abbiamo soggiornato, in particolare, le ho trovate piene di bagnoschiuma, shampoo, balsami, cremine per il corpo a volontà per il post bagno. Si può usare tutto e in appositi cestini ho trovato spazzole chiuse singolarmente in deliziosi sacchettini di carta, spazzolini, gommini per capelli, spugnette morbide e addirittura delle maschere per il viso monodose. 

Ho utilizzato shampoo e bagnoschiuma prima di entrare nell’onsen  e, al ritorno, ho aperto una confezione monodose di maschera per il viso. Non so esprimere a parole quanto sia stato appagante… ero rilassata già prima di entrare in vasca e anche dopo il relax è continuato. Una volta in camera, camminavo a un metro da terra!

Anche Nicola conferma che nello spogliatoio maschile erano presenti cestini con tutto il necessario per radersi e idratare la pelle. 

Il bagno in un onsen è, in definitiva, un sogno, un incantesimo che trasporta in un altro mondo, in un universo parallelo di amore e cura per la persona. Consigliamo caldamente questa esperienza, soprattutto a viaggiatori/viaggiatrici che amano scoprire il mondo ma anche coccolarsi, crogiolarsi e prendersi cura di sé.  

Nota: costume e capelli sciolti li ho tenuti solo per la foto. Per scattare le immagini che vedete ho chiesto il permesso. Se si prenota un onsen di coppia in genere non creano problemi. Negli onsen di gruppo è assolutamente vietato portare le macchine fotografiche. 
 

Ultimi consigli per il bagno in un onsen: 

1) Tatuaggi 

I tatuaggi in genere sono mal visti in un onsen, anche se le cose stanno cambiando. Se avete un tatuaggio grosso cercate di coprirlo con un fondotinta o chiedete il permesso nel caso scegliate un onsen di gruppo. 

2) Alcool 

Mai calarsi in vasca dopo aver assunto dell’alcool. Le alte temperature potrebbero causare stordimento e capogiri. 

3) Poco tempo in acqua 

Cercate di alternare il tempo trascorso in acqua al rimanere fuori dalla vasca. Le temperature sono alte. 

Categorie Articolo:
Asia · Giappone in auto · Viaggiare in auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *