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Val d’Orcia in auto: itinerari per tre, cinque o sette giorni

Sostengo da sempre che il territorio della Val d’Orcia con le dolci colline, le crete senesi, i borghi incantati, le strade che corrono nell’entroterra, costituisca un balsamo guaritore per l’animo del viaggiatore stanco, una parentesi perfetta per rilassarsi dopo lunghi periodi di lavoro o di studio. Le sue strade si aprono a diverse tipologie di itinerari, da percorrere in auto, in moto, in bici, in camper o (perché no?) a piedi. 

Serpeggiare, salire, scendere lungo questi dolci declivi vi farà apprezzare la bellezza del viaggio che in questo caso non risiede nell’arrivo a destinazione ma nell’atto stesso del muoversi grazie ai panorami mozzafiato e ai momenti unici che questa terra riesce a regalare. In questo post troverete tre itinerari in auto validi per tre, cinque o sette giorni. Partite dal primo e, a seconda del numero delle giornate a disposizione aggiungete (o togliete) le destinazioni menzionate. Buona strada. 

 
Val d’Orcia in auto: itinerario di tre giorni
 
 
Giorno 1 

 

Lenta vita di piazza. Un sorso di vino, uno sguardo al giornale. Montalcino, splendido borgo medievale noto per la produzione del vino Brunello può rappresentare la prima tappa di viaggio. La visita inizia da Piazza del Popolo, sede del Palazzo Comunale, dove le rivendite di vini si mescolano a deliziosi negozi artigianali e al chiacchiericcio dei turisti che sostano nei tavolini dei bar all’aperto. Prosegue nel puzzle di vicoli del borgo che profumano di fiori e bucato appena steso, si ferma per un bicchiere di rosso in osterie e norcinerie e ridiscende verso la fortezza a pianta pentagonale, costruita nel 1300 con le alti torri difensive che permettevano un controllo strategico sulle campagne, prevenendo pericolosi tentativi di espugnazione della città. 

Scendendo appena sotto al paese si trova la silenziosa Abbazia di Sant’Antimo. Un’abbazia romanica adagiata in una valle di ulivi e margherite che incorniciano l’austera e mistica atmosfera del monastero, donandole ancora più bellezza e magnificenza. Sant’Antimo stupisce per la calma istintiva che emana. Gli interni in alabastro, le linee pulite, essenziali e senza orpelli ne fanno un puro luogo di spirito dove fermarsi a riflettere e riposare. Fortemente evocativa di notte durante le festività pasquali/natalizie con le SS. Messe cantate in latino e gregoriano dai monaci olivetani. 

Nel tardo pomeriggio continuate a guidare. Se visitate la Val d’Orcia in autunno salite lungo i pendii del Monte Amiata per ammirare lo spettacolo del foliage con le foglie degli alberi che si tingono di gialli brillanti, arancioni e rossi e incorniciano il manto stradale. Il volo delle rondini preannuncia l’arrivo del tramonto ma prima di ritirarvi in un invitante agriturismo concedetevi una passeggiata in uno dei luoghi più conosciuti e fotografati della Val d’Orcia: la Cappella della Madonna di Vitaleta, edificio sacro immerso nei fascinosi campi di grano scelti dal regista Ridley Scott per girare la scena dei campi elisi del film “Il Gladiatore”. 

Giorno 2

Arrivando a San Quirico d’Orcia incontrerete uno dei punti di snodo della Via Francigena, l’antico cammino che dalla lontana Canterbury o da paesi più vicini, attraverso vari itinerari, raggiunge le porte della città di Roma. Se li trovate aperti curiosate all’interno del Palazzo del Pellegrino, passate dall’ostello parrocchiale e dalla bottega di Portanuova che da sempre accolgono gli instancabili camminatori e pellegrini in viaggio. Entrate all’interno della Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta e passeggiate nei sonnacchiosi Horti Leonini, incantevoli giardini sorti su un terreno donato dal granduca Francesco I de Medici a Diomede Leoni, allievo di Michelangelo e uomo di fiducia del cardinale Ferdinando de Medici. Per ulteriori approfondimenti vi rimando al post già presente su Viaggiare Oltre.
Giorno 3
Per il terzo giorno suggerisco di visitare Pienza, luogo dove niente va lasciato al caso. La città ideale di Enea Silvio Piccolomini, offre capolavori architettonici, tradizioni ed eventi imperdibili che si ripetono anno dopo anno come la Festa dei Fiori in primavera o il Palio del Cacio al Fuso nella prima domenica di settembre. Entrate dalle porte della città, visitate il Duomo (Cattedrale dell’Assunta) con la facciata in travertino, gli interni in stile gotico e la cripta dove sono conservati frammenti di sculture romaniche, entrate all’interno di Palazzo Piccolomini per ammirare il loggiato e gli eleganti giardini, percorrete le vie intitolate agli innamorati (Via dell’amore, Via del bacio), sbirciate tra le mostre in programma e… assaggiate il pecorino! 

Il Pecorino Dop di Pienza è una delizia da assaggiare: scegliete tra le numerose varianti, dalla più stagionata alla più fresca. Abbinatelo ai salumi di cinta senese, a golosissimi Pici e (che lo dico a fare) ai grandi vini del territorio, venduti e esportati in tutto il mondo. Per conoscere da vicino i metodi di lavorazione del pecorino è possibile organizzare una giornata di visita in un caseificio per lasciarsi accompagnare da guide esperte che vi racconteranno le varie fasi di lavorazione di questa specialità gastronomica. 

Val d’Orcia in auto: itinerario di cinque giorni

Giorno 4
Credo che non si possa passare dalla Val d’Orcia senza visitare la località di Bagno Vignoni, rinomato borgo termale che sembra aver fissato le lancette del tempo in un’epoca passata. La celebre Piazza delle Sorgenti con le abitazioni in pietra che si specchiano nell’acqua, le terme, i viottoli stretti con librerie nascoste, i negozi con le ceramiche appese che fanno a gara per mostrarsi alla luce del sole… visitate ogni angolo di questo minuscolo paradiso. 
Presente e passato si fondono nei vapori acquei che salgono su per i tetti e si disperdono nelle nuvole. Dopo esservi concessi qualche coccola nel centro termale o nelle vicine terme libere (le trovate più avanti nel post), ordinate un bicchiere di rosso e godetevi le calde atmosfere di questa piazza magica, che non esiste in nessun altro angolo del pianeta. Un luogo sospeso tra realtà e immaginazione. 
Se avete tempo passeggiate lungo il percorso del Parco dei Mulini, nato per valorizzare uno dei poli molitori più importanti del senese: quattro mulini che, in passato, costituivano la principale fonte di approvvigionamento idrico dell’area e mandavano avanti la produzione cerealicola del territorio, in inverno come in estate, quando altri macinatoi erano fermi a causa dei fiumi in secca. Resterete esterrefatti dalle vedute sul camminamento. 

Al tramonto salite nella vicina Castiglione d’Orcia per una cena spettacolare con vista sulla crete senesi. 

Giorno 5 
Scendendo lungo il versante sud del Monte Amiata e guidando lungo rilassanti scorci di casolari e cipressi, si viene naturalmente spinti verso un desiderio di benessere e vita all’aria aperta che può trovare un affascinante equilibrio nelle Terme libere di San Filippo (località Bagni di San Filippo) dove si trovano delle preziose pozze e piscine naturali di acqua calda create dal percorso del torrente Fosso Bianco. Le piscine sono immerse in una spettacolare faggeta dove i suoni della natura risuonano maestosi e accompagnano il bagno ristoratore dei viaggiatori di passaggio. Una volta scesi nel bosco (ad accesso libero) si può procedere verso le pozze più profonde situate a destra del ponticello di legno oppure prendere la direzione opposta per raggiungere una gigantesca formazione calcarea: la Balena Bianca. 
Alle terme libere di San Filippo si può stendere un telo variopinto, organizzare un picnic e tornare in auto con mente e corpo ristorati dal contatto benefico con le sorgenti. A sera, raggiungete il piccolo borgo di Contignano, oppure allungate il tragitto fino all’Abbazia di Sarteano per un giro panoramico su crete e colline e per avvicinarvi alle ultime tappe di viaggio. 
Val d’Orcia in auto: itinerario di sette giorni 

Giorno 6 
Montepulciano. Come consiglio personale suggerisco di dedicarle più di un giorno di visita ma vi fornirò tuttavia ulteriori itinerari da integrare al settimo giorno. A Montepulciano si passeggia in Piazza Grande circondati dalla Cattedrale, dall’elegante Palazzo Comunale, dal Pozzo dei Grifi e dei Leoni recante lo stemma dei Medici disegnato dal Sangallo. Si entra in preziose e storiche enoteche, si visitano incredibili cantine come le Cantine degli Ercolani che collegavano sette palazzi storici ed erano il luogo di rifugio delle famiglie nobili del tempo (Tarugi, Avignonesi, Del Pecora, Batignani) contro le rivolte contadine o le Cantine del Redi (foto qui sotto) con grotte sotterranee in tufo e stanze che somigliano a imponenti e silenziose cattedrali.  

Giorno 7
Il settimo giorno… si riposarono anche i viaggiatori. Siete liberi di continuare a visitare Montepulciano, oppure dirigervi verso altre destinazioni dentro e fuori la Val d’Orcia: Chianciano Terme per un ulteriore pomeriggio di benessere, Monticchiello per un tuffo in un borgo fuori dal tempo o un salto nella vicina Umbria verso Castiglione del Lago. Potete anche lasciare che le ruote dell’auto si sporchino della sabbia portata dal vento nell’area di sosta di Cala Violina, incontaminata spiaggia della Maremma grossetana situata all’interno della Riserva naturale delle Bandite di Scarlino. Dritta da prendere alla lettera: visitatela tassativamente fuori stagione o troverete agghiaccianti folle di vacanzieri. 


Per tanti altri suggerimenti su ristoranti, isole selvagge, posti da vedere, luoghi insoliti dal nord al sud della regione vi rimando al mio libro “Toscana Inconsueta” in vendita su Amazon (2°edizione aggiornata a fine 2021)

 
Categorie Articolo:
Mete Toscana · Viaggiare in auto

Tutti i Commenti

  • bellissimo questo itinerario! molte cose non le conoscevo. grazie per le dritte!

    Andrea Pizzato 24 Maggio 2018 15:59 Rispondi

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