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Baia di San Francisco: Visita al carcere di Alcatraz

Visitare Alcatraz a San Francisco
La prigione federale che ospitò Al Capone per cinque anni. 
 
Una guardia carceraria ogni tre detenuti.
 
Il refettorio che in caso di rivolta avrebbe azionato le valvole di irrorazione, trasformandosi in una gigantesca camera a gas.
Benvenuti ad Alcatraz. 
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La celebre isola nella baia di San Francisco aprì i battenti nel 1934 e rimase in funzione fino al 1964, ospitando un totale di 1500 detenuti. Entrando nel carcere, si viene catapultati in un altro mondo, duro e austero e, tramite l’utilizzo di un’audioguida, si ascoltano storie e testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle l’estremo autoritarismo della prigione. Le regole del carcere di Alcatraz erano ferree, nessuna eccezione. Pochissime le attività e i momenti “liberi” per i detenuti. Fra queste, il cortile e l’ora d’aria che al primo sgarro o rissa veniva tolta, anche per mesi. 
Visitare Alcatraz a San Francisco
Televisioni, radio e quotidiani non erano chiaramente ammessi dato che comunicavano le ultime notizie dal mondo esterno. I libri di narrativa, al contrario, potevano circolare e divennero in breve tempo i beni più agognati dai detenuti. Leggendo ci si poteva estraniare dalla realtà e dalla lunga pena da scontare. I titoli e le trame erano selezionati a priori e se all’interno di una pubblicazione si riscontravano due-tre pagine di contenuti poco consoni alla condizione dei carcerati, venivano strappate. Attività ricreative e libri andavano guadagnati con un comportamento esemplare e ligio alle regole. In caso di sgarri successivi, la punizione per il detenuto era la privazione di tutto ciò che si era guadagnato e, nei casi più gravi, la segregazione nelle celle di isolamento
I lunghi periodi di isolamento in queste stanze fredde e prive di luce hanno fatto perdere il senno a molti prigionieri. Le persone che entravano non erano le stesse che uscivano. 
“Quando mi rinchiudevano in una cella di isolamento portavo con me una moneta. Una volta dentro la lanciavo dall’altra parte della stanza e, nel buio più completo, mi mettevo carponi a cercarla. Una volta trovata mi mettevo spalle al muro e la tiravo nuovamente verso la parte opposta. Era il mio metodo per non impazzire, per tenere la mente sana e in funzione.”
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Alcatraz è stata anche teatro di rocamboleschi tentativi di evasione, il più celebre dei quali è senz’altro quello di Frank Morris e dei gemelli Anglin. Armati di un semplice cucchiaio da cucina, riuscirono a scavare un buco all’interno delle loro celle, grande abbastanza per passarci all’interno. L’operazione durò oltre un anno e il condotto creato collegava le celle con gli impianti di ventilazione del carcere. La notte dell’11 giugno 1962 i tre detenuti lasciarono dei manichini nei letti delle celle per ritardare il più possibile la scoperta della fuga, risalirono il condotto e riuscirono ad evadere. Il direttore del carcere negò la possibilità di riuscita della fuga, sostenendo che era impossibile oltrepassare le gelide acque di San Francisco. I loro corpi tuttavia non vennero mai ritrovati. 
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I manichini conservati ad Alcatraz
Per visitare l’isola di Alcatraz è necessario prenotare in anticipo i biglietti. Diciamo due mesi prima, anche tre. Io li ho acquistati su Alcatraz Cruises, dove le prenotazioni per il 29 settembre le hanno aperte il 29 luglio. I biglietti non terminano immediatamente in tutte le date, ma se decidete di trascorrere meno di una settimana a San Francisco, potreste non trovare il biglietto nell’orario e nel giorno che preferite. Ci vogliono circa 3 ore per visitare l’isola di Alcatraz, considerando andata e ritorno del traghetto: calcolate quindi una mattinata intera. 



Tutti i Commenti

  • La visita ad Alcatraz a ne ha fatto venire la pella d'oca!!! Comunque complimenti: bellissimo il tuo blog!

    Natascia 20 Novembre 2014 22:47 Rispondi
  • Grazie mille Ginevra!

    Viaggiare Oltre 21 Novembre 2014 11:59 Rispondi
  • sono stata più volte a San Francisco e non sono mai stata ad Alcatraz è una cosa vergognosa e lo so ma..così ho una scusa per tornarci!

    roberta 8 Agosto 2015 17:16 Rispondi
  • E ti pare poco? Direi che è un ottimo pretesto 😉 !

    Viaggiare Oltre 3 Settembre 2015 11:29 Rispondi

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