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Wyoming: la storia del West nel Museo di Buffalo Bill

Una ventosa Interstate del Wyoming costeggia il Buffalo Bill State Park, colorando di uno strano azzurro ghiaccio il paesaggio che scorre dal finestrino del van. Il vento dispettoso impedisce di scattare fotografie decenti, alzando la polvere e formando mulinelli danzanti sulla superficie increspata del lago. Il vento è un elemento fortemente presente in questa zona del Wyoming ma lo si perdona facilmente per il grado di perfezione che riesce a creare. Esistono paesaggi nati per essere fustigati e scossi dagli elementi naturali e lo Stato del Wyoming, così inospitale, indomito e selvaggio, raggiunge un grado di bellezza e perfezione assoluta.

Trenta minuti di guida partita dal lato est del Parco Nazionale di Yellowstone e superiamo una stretta galleria, vedendo scomparire il lago dietro le spalle, come ultima traccia azzurra tra le alte pareti dei monti. Il vento si placa improvvisamente, fino a cessare del tutto. Si scende dal van con i capelli sconvolti (i miei almeno) e con gli occhi accecati dal sole ci si avvicina al cartello che si staglia in questa landa desolata: Cody. Insegna su sfondo rosso, scritta a caratteri cubitali (non avevamo dubbi) e impreziosita da un cowboy in sella al suo compagno di avventure. Finalmente! Siamo arrivati nella cittadina consacrata a Buffalo Bill!

Credo sia impossibile esplorare gli stati più settentrionali d’America senza nutrire il desiderio di avvicinarsi alla cultura western e conoscere più da vicino cowboy, pistoleri e grandi personaggi della storia del West. Qui a Cody si è facilitati nella ricerca di informazioni grazie alla presenza del Buffalo Bill Center of the West
Un enorme museo/centro culturale che espone caratteristiche territoriali ed informazioni sullo Stato del Wyoming e, ai piani superiori, un’intera ala dedicata alla storia americana… e alla vita di Buffalo Bill. Lo conoscete? Posso provare ad anticipare la risposta?

<<Mmmmm, sì e no>>.

Da casa lo sentiamo nominare come grande personaggio americano ma non riusciamo ad inquadrare bene il suo vissuto. Nato a metà dell’Ottocento, scomparso nei primi del Novecento, Buffalo Bill è stato un attore/cacciatore/colonnello/mandriano/commediante/cabarettista/impresario/ultimo cowboy che ha sancito la storia di un’epoca. Il suo nome deriva dalla vincita ad una partita di caccia con William Comstock, che spodestò dal primato di caccia al bisonte e da possessore di quel soprannome. 
Entrando nell’ala dedicata all’interno del museo si viene accolti dal suo ologramma che dà il benvenuto ai visitatori e ricostruisce brevemente la sua vita, elencando con voce austera e lontana i tratti salienti della sua esistenza. 

Attorno, si è circondati da un percorso museale che ripercorre decenni ed annate importanti, che hanno certamente a che fare con il suo vissuto ma che si intrecciano incredibilmente con tante vicende legate al continente americano come la Corsa all’Oro, la Guerra di Secessione, i primi grandi commerci e quei primi sentori di ricostruzione e destrutturazione della realtà creati dal complicato mondo dello spettacolo.

Non c’è niente che questo personaggio americano non abbia fatto o provato nella sua vita. Da giovane corriere del Pony Express diventò un soldato, un colonnello, un esploratore, un cacciatore fino a divenire impresario e personaggio chiave del teatro western americano e del cabaret e seguendolo nei suoi sfiancanti tour promozionali si assiste alla massiccia produzione teatrale che andava di pari passo alla passione per la caccia, alla partecipazione (reale!) di militante nelle guerre civili e ad altri interessi collaterali. Partecipò persino alla Guerra di Secessione Americana, impegnato nel 7° Cavalleggeri del Kansas! Una vita piena di incastri e contrasti che per molti aspetti non la si condivide ma se ne comprende l’importanza per avere un quadro più definito delle tante sfaccettature del Wild West.

Un personaggio dalla vita contraddittoria che ad un certo punto diventa nebulosa, confusionaria. Complici i suoi spettacoli teatrali dove non impersonificava nient’altro che se stesso o comunque il suo modo di vivere, non si afferra più la distinzione tra realtà e fantasia. Quand’era il momento del “ciak” teatrale? Quando quello della vita reale? Come faceva a tener unito questo mirabolante circo? Buffalo Bill non girovagò soltanto per gli States ma con i suoi spettacoli arrivò anche in Europa, recitando in innumerevoli teatri, compresi quelli italiani.

I suoi costumi teatrali, i completi da cowboy, le diligenze, gli armamenti, le locandine, le tende e i fucili sono tutti conservati all’interno del museo di Cody, esposti come solo gli americani riescono a presentare. 

La vuoi una diligenza in mezzo al museo?


Dal Museo di Buffalo Bill se ne esce con milioni di informazioni e con una mappa mentale degli States più allargata che inserisce lo Stato del Wyoming come destinazione da visitare e consigliare nella grande mappa degli Usa. Territorio che invita a riconsiderare le mecche assolute e le affollate metropoli americane, a favore di una vacanza in territori più autentici con una storia più interessante da condividere. 

  

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